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Sconcerti, solo l’Inter può perdere questo scudetto?
"Sì, credo proprio di sì. L’Inter se ne sta andando, ma la novità rilevante di questo week end è un’altra".

Quale?
"La Juventus. Quello che le sta capitando. E come va letta questa stagione".

Come la leggi?
"Guardiamo i fatti: è a -10 dall'Inter e non è mai andata oltre il 3° posto. E’ un caso? Non credo. Non possiamo fare i tifosi e dire che è tutta colpa della dirigenza. Credo invece che questo sia l'anno zero, non l’anno uno, e che quello che sta succedendo la Juve l'abbia messo in conto".

In che senso?
"Vedo una somma di debolezze, tutte insieme. E’ quasi una scelta, quasi un approdo voluto. I tanti giovani, da Chiesa a Kulusevski a Demiral, qualcuno ha funzionato e qualcuno no, l’allenatore di prestigio ma inesperto, i ragazzi lanciati, Frabotta, Portanova, Fagioli. Non era mai successa nella storia recente della Juve questa somma di debolezze".

Debolezze strutturali.
"Anche. Pirlo ha cominciato la stagione con un centrocampo a due, poi è passato a tre. Ma non ha sei centrocampisti, non ha un rincalzo per ruolo. E lo stesso vale per l'attacco. Cristiano Ronaldo non ha un compagno di reparto, non può essere Morata. E non possiamo pensare che la dirigenza non abbia pensato a questo, chiunque può capirlo da solo".

E quindi è una scelta voluta?
"E’ un anno zero, accettando i rischi di ciò che comporta".
Il rischio può anche essere quello dell’esclusione dalla Champions, con tutto ciò che comporta.
"Primo: non credo che la Juve non ce la faccia a centrare la qualificazione in Champions, entrare nelle prime quattro del campionato è sicuramente alla sua portata. Secondo, ti chiedo: cosa spostano - diciamo - 50 milioni di Champions in un bilancio di 450? Sono un nono del totale, poco, davvero poco".

Hai detto che Roma-Milan è stata una partita molto bella. Sono d'accordo, ma l’ho trovata piena di errori, individuali e di squadra. Forse è stata bella anche per tutti questi errori?
"Sì, ho visto una partita con 15-18 tiri in porta. E’ stata un’anomalia, di solito vediamo giocatori che si muovono a comando, sembrano tutti uguali anche nei moventi. Invece all'Olimpico c’è stato una sorta di «andate e giocate». E sono uscite le qualità".

Di chi per esempio?
"Penso a Mkhitaryan. Parliamo giustamente di Lukaku e Cristiano Ronaldo, ma lui è un campione, fa delle cose incredibili".

La Roma però con le grandi non vince mai: perché?
"E’ un problema strutturale. La Roma gioca con due centrocampisti, Veretout e Villar. Tutto l’equilibrio di Fonseca si basa su questo. E Fonseca fa sempre giocare bene le sue squadre. Ma i due centrocampisti bastano e hanno la meglio quando si trovano di fronte un centrocampo di livello medio-basso, per questo vince abbastanza facilmente con tredici-quattordici squadre, ma se appena la qualità cresce - come nel caso del Milan - la Roma va in difficoltà. Nella prima mezzora di domenica sera Kessie e Tonali pressavano alti, nessuno marcava Calhanoglu. E’ il grande problema della Roma".

Per ultimo: cosa ti ha detto la 24ª giornata?
"Ci sono due dati molto interessanti. Il primo riguarda la corsa scudetto. Sono andato a vedere cosa è successo negli ultimi anni. Ebbene, 6 volte su 9 ha vinto la squadra che era in testa alla 24ª, cioè una volta su tre. E il massimo dei punti recuperati è 5. Ciò significa che solo il Milan, che sta a -4, ha qualche possibilità di giocarsela con l'Inter. L'altro dato riguarda la zona retrocessione. Nelle ultime quattro stagioni la terzultima si è sempre salvata, se analizziamo le ultime nove stagioni il massimo dei punti rimontati è stato quattro".

Insomma, sopra e sotto si galleggia su un limbo di 5 e 4 punti. E tutto è più o meno deciso, salvo poche variazioni.
"Sì, e il Cagliari può salvarsi".