Il campionato è al giro di boa e - sollecitati dalle domande degli amici di «100° Minuto» - abbiamo chiesto a Mario Sconcerti di fare un primo bilancio.

Sconcerti, inevitabile partire dal Var: è una salvezza o una condanna?
«Il Var è il falso problema del nostro pregiudizio. Si lamentano tutti del Var, quindi significa che il Var funziona. La domanda vera da porre a tutti è: ve la sentite di tornare indietro? No, perché ci sembrerebbe di essere nudi. L’unica cosa che si può fare è ricorrere più spesso al Var. Mi sembra chiaro che il problema non è il Var, ma siamo noi, intesi come tifosi. In tutti questi anni non ci è mai andato bene niente. Prima si diceva che gli arbitri dovevano essere professionisti e non dilettanti, poi abbiamo detto che in quanto professionisti dovevano lavorare spesso insieme, ricordo che si voleva la moviola in campo. La verità è che vorremmo l’eliminazione fisica del ruolo dell’arbitro che però, dati alla mano, è la persona più selezionata del mondo del calcio. Gli arbitri sono 50.000 e in serie A ne arrivano 15-20. Significa che c’è una grandissima selezione naturale. E quelli che arbitrano sono i migliori».

Parliamo di calcio: pensi che il campionato sia chiuso per manifesta superiorità?
«Sì, non credo ci siano più dubbi».

Troppa Juve per chiunque.
«La Juve mi sembra stanca, ma ora c’è la sosta e avrà modo di ricaricarsi. E’ una Juve migliorata, cambiata, arrogante nel gioco. Cerca il gioco, lo forza. Per metà campionato ho visto un ottimo Napoli. A me piace molto questo Napoli, Ancelotti parte sulla sua metàcampo, Sarri cominciava e finiva le partite nelle metàcampo negli altri. Era un calcio troppo esasperato».

Come giudichi la prima parte della stagione di Cristiano Ronaldo?
«Mi ha stupito positivamente. Non solo segna, ma segna bene. E fa sembrare i suoi gol molti di più. Ronaldo è sempre dentro la partita e semina bene le sue reti. E’ difficile che un suo gol non sia decisivo».

Il Milan è tornato a vincere.
«Il problema del Milan non è Gattuso. Anche se 31 punti in 19 partite sono pochi. Il fallimento è Higuain, che ha segnato solo 6 gol nel girone d’andata. E mi importa poco che ieri sia tornato a fare gol. In verità tutta l’operazione Higuain è stata un po’ oscura. Se tu guardi la differenza dei toni usati da Leonardo dall’estate a oggi, ti accorgi di tante cose. Leonardo dice che è un giocatore della Juve e se ne deve fare una ragione. Ha perso la centralità che si immaginava. Ma c’è una verità: se Higuain avesse fatto i gol di Milik o Piatek avrebbe risolto molti problemi di Gattuso».

Oltre la zona Champions, che campionato hai visto?
«Dal 4° posto in giù è diventato un campionato anni 70, quando si giocava per lo 0-0. Il Torino - che è la squadra più muscolare del campionato - ha pareggiato 9 volte, la Fiorentina e il Cagliari 8. La media dei pareggi è del 29%, l’anno scorso era del 21%. Ci si accontenta tutti un po’ troppo. Ci sono tante squadre inespresse. Non riescono a fare meglio. Ecco, se c’è una squadra a cui mancano punti è il Torino, non parlo di arbitri, ma di punti tecnici. Dovrebbe stare dove sta il Milan, avere 31-32 punti almeno». E’ Gasperini l’allenatore che incide di più?
«Sì, direi di sì. Non ho mai visto un allenatore con le qualità e i mezzi tecnici di Gasperini rimanere a livelli che non sono i suoi. Merita di più, sicuramente. All’Inter venne fatto fuori dopo tre partite, quell’esperienza non è giudicabile. Io dico che i suoi risultati, proporzionalmente non sono certo inferiori, a quelli di tutti gli altri, da Sarri a Spalletti, escluso Allegri, che almeno in Italia non ha fatto altro che vincere».

Che idea hai di Ilicic, uno dei protagonisti dell’ultima giornata di campionato?
«E’ uno degli errori più grossi della Fiorentina. Con Chiesa e Simeone avrebbe formato un gran bel tridente. Lui se sta bene in doppia cifra ci arriva ed è un giocatore di alta qualità. Non è un fuoriclasse, perché non è continuo».

La Roma ha trovato la continuità. Siamo alla svolta?
«La Roma ha tanta qualità, addirittura superiore all’Inter. Se trova una fase difensiva corretta, allora farà ancora meglio. Cristante ha segnato il quarto gol, è la conferma che non può giocare davanti alla difesa».

Diamo uno sguardo alla zona retrocessione. Credi sia possibile una rimonta del Chievo?
«No, non credo sia possibile. Queste settimane saranno decisive, perché il mercato farà la differenza, basta azzeccare uno-due giocatori che producano quei 5-6 punti utili a staccarti dagli altri. Se vuoi una mia impressione, ti dico che non credo retrocederà il Bologna. Credo farà un grosso mercato, i soldi Saputo li ha. E se compra buoni giocatori il Bologna potrà salvarsi».

Qual è il giocatore che ti è piaciuto di più in questo girone d’andata?
«Cristiano Ronaldo è fuori categoria, quindi dico Zapata e Zaniolo».

Invece, chi ti ha deluso?
«Higuain e Simeone. Da quest’ultimo mi aspettavo qualcosa di meglio, anche se la Fiorentina non lo aiuta. Lì davanti è sempre solo. E’ un attaccante più fisico che tecnico, vorrebbe essere più bello ma finisce per non piacere a se stesso. E’ al terzo anno di fila in serie A, mi sarei aspettato il salto di qualità».

Chi ti incuriosisce tra gli allenatori?
«Qualcosa di nuovo ce l’ha De Zerbi, ma solo se allarga la sua mentalità. Mi piace molto Nicola, per le sue idee di calcio. E vorrei vedere Semplici in una squadra che deve vincere, non in una squadra che deve salvarsi: penso se la caverebbe molto bene».