L'impresa della Juventus in Champions è ancora viva negli occhi di tutti. Cristiano Ronaldo si è preso lo scettro di Re del Mondo del calcio. Ma a vincere sono stati tutti, e più di altri Allegri e Bernardeschi. E ora che succede? E' davvero la Juve la favorita? Di questo e di altro - stimolati dalle domande dei lettori di 100° Minuto - ne abbiamo parlato con Mario Sconcerti.

Sconcerti, che si può dire ancora di Cristiano Ronaldo?
"Non ho mai visto un giocatore così. E’ già stato detto tutto. Quello che è sorprendente è la puntualità. La capacità di non deludere, prerogativa di un fuoriclasse assoluto. I grandi attaccanti sono sempre stati un po’ alterni, lui no. Segna sempre. E segna sempre nelle partite che contano. Si avverte dentro di Cristiano una potenza impressionate. E’ come se avesse densità dentro, un centro di gravità che lo spinge. E’ un giocatore molto anomalo, ma la somma delle sue anomalie lo rende unico".

Alla fine ha esultato con il gesto de 'Los huevos', replicando alla provocazione di Simeone all’andata.
"Ci sta, per carità. Io non posso dire niente, sono molto più istintivo di lui".

La sorpresa e l’uomo che ha indirizzato la partita è stato Bernardeschi.
"Bernardeschi ha fatto una partita da grande giocatore europeo. Mi ha ricordato in certe movenze Bobby Charlton, il campione dell’Inghilterra negli anni ’60. Occhio a non paragonarlo a Robben, l’olandese è uno scattista, avanza per piccoli passi, lui è un mezzofondista. Piuttosto in molti aspetti mi ricorda Rummenigge. Kalle però segnava molto di più di lui. Bernardeschi si dà molto alla squadra, ha un’attitudine naturale alla generosità. Nell’ultimo anno ha fatto dei salti atletici enormi. Quando taglia il campo non si sposta, prende i colpi ma va dritto. C’è stata una forza che è arrivata quasi improvvisamente e che oggi ne fa un grande giocatore".

Soprattutto: ha vinto Allegri.
"Non è una sorpresa. Che sia un grande allenatore non c’è dubbio. E’ un grande gestore di uomini e di partite. Sa inventare sempre qualcosa di nuovo. Contro l’Atletico Madrid ha ribaltato la squadra, con Emre Can dietro a Cancelo. Alla vigilia pensavo che avesse due mosse: o alzare Pjanic e dargli il compito del primo dribbling e tenere due mediani centrali oppure invertire centrocampisti e terzini, che è poi quello che ha fatto, non solo con Emre Can ma anche con Spinazzola - che ha giocato una signora partita - e Matuidi". Allegri resta o se ne va?
"Risposta secca: va via. Spiego: se vince la Champions va via. Se non la vince è comunque esaurito il ciclo. Se non ci sono motivi di vita, penso al matrimonio che dovrebbe esserci a giugno, è molto probabile che consideri l’ipotesi di chiudere il suo percorso con la Juventus".

Se Allegri dovesse partire chi ti piacerebbe vedere sulla panchina della Juventus?
"Non so chi possa dare oggi le garanzie che dà Allegri. All’epoca fu una scelta fatta in poche ore, e devo dire che fu bravissima la società. Un ritorno di Ancelotti sarebbe suggestivo, la Juve non ama gli allenatori diversi, c’è una certa continuità anche nelle scelte".

Juve favorita per la vittoria finale?
"Meglio della Juve non ne vedo. Vedo due-tre squadre sullo stesso piano, penso a Barcellona e City. Ma io non mi fido di quelle che giocano a memoria, perché in una partita secca, in una finale, la memoria si interrompe. In campionato è diverso, ma in finale ti devi inventare qualcosa".

Che avversario deve sperare di incontrare la Juve ai quarti?
"Mi piacerebbe molto vedere una sfida contro l’Ajax. Gli olandesi mi hanno fatto un’impressione straordinaria nella doppia partita con il Real Madrid, ma il Real non c’era, era un fantasma".