Verso Juventus-Inter, per capire se tutto è già deciso o no. Con il Napoli che non molla e ha trovato il centravanti che aspetta dal mercato: Milik. E poi: la Var e il suo utilizzo, il rigore su Zaniolo, il fattore Spalletti, Dybala tuttocampista e la finta idea di Allegri, la Fiorentina che non cresce. Stimolati dalle domande dei nostri lettori, noi di 100° Minuto ne abbiamo parlato con Mario Sconcerti.
 
Sconcerti, siamo qui tutti a chiederci se la Juventus è imbattibile. Che ne pensi?
"E’ nettamente la più forte, non ci sono dubbi. Battibili lo sono tutti. Ma la Juventus non è la più forte solo in Italia, lo è anche in Europa: il cammino in Champions lo dimostra".

Venerdì c'è Juventus-Inter, cosa dobbiamo aspettarci?
"L’Inter è una squadra che ti rompe le scatole. Ha una mentalità da grande squadra, senza però esserlo. Prima non lo era e non aveva la mentalità. Ma non può andare oltre l’idea di un pareggio. E credo che se la Juve corre è più forte la Juve. E nettamente".

Tocca al Napoli tener vivo il campionato?
"Sì, sicuramente. Il Napoli più dell’Inter ha una squadra e ha un giocatore che all’Inter farebbe comodo: Allan. L’Inter quel giocatore non ce l’ha. E poi sta crescendo Fabian Ruiz, che si è messo anche a segnare. C’è da dire che il Napoli quest’anno deve vincere qualcosa, altrimenti finisce che hai dato il meglio di te senza aver vinto niente. E questo accelera la fine. Napoli e Roma però avrebbero dovuto approfittare in questi sette-otto anni della mancanza delle due squadre di Milano. L’Inter? Ha compromesso la stagione nelle prime due partite, perdendo col Sassuolo e pareggiando col Torino. Ha perso subito cinque punti sulla Juve".

A proposito del Napoli: forse ha trovato il suo centravanti.
"Milik è un giocatore indispensabile e fondamentale. Il problema di questi giocatori che fanno 22-23 gol ma non ne fanno 35 è che ti bloccano l’illusione del mercato. Ma non è facile trovare centravanti meglio di Milik e Mertens. Anzi è quasi impossibile. Peraltro sono una coppia che sta benissimo insieme. C’è bisogno di pensare sempre a qualcosa di diverso, non accorgendosi che nessun giocatore è perfetto. E’ un centravanti come se ne trovano pochi. Se guardi i gol di Mertens: è uno che trova la traiettoria improvvisamente, senza nemmeno guardare la porta. Se la media per un tiro è di dieci decimi, Cristiano e Messi arrivano a sei decimi, ma Mertens gli sta subito dietro, a sette".

Secondo te cosa intende Allegri per Dybala «tuttocampista»?
"Allegri non ha un’idea di futuro su Dybala, pensa alla prossima partita. Lui sa che adesso ha due grandi attaccanti, Cristiano e Mandzukic. E trovare un posto per Dybala non è semplice. Dybala è una seconda punta che deve stare vicino alla porta, per fare un dribbling e poi tirare. E poi che cos’è il tuttocampista? Insomma, è un ruolo alla Borja Valero, e in questo caso nessuno ha capito dove deve stare, infatti cambia ruolo tutte le volte. Se tu hai Dybala che sa saltare l’uomo e fare gol allora deve stare lì, a quattro metri dall’area di rigore. Se lo metti a quaranta metri lo banalizzi".
Capitolo Var. Come lo stanno usando gli arbitri?
"Credo bene, ma non dobbiamo dimenticare che il Var è un’opinione. Ti faccio un esempio: se un arbitro vuole condizionare una partita commette un errore evidente come quello di domenica? No. Certo, siamo tutti d’accordo che è incomprensibile non punire il fallo su Zaniolo. Rocchi può non aver visto, ma gli arbitri alla moviola un fallo così devono vederlo".

Che voto dai allo Spalletti visto all’Olimpico?
"Roma-Inter è stata bella e confusa da un punto di vista tecnico. Certamente Borja Valero e Brozovic non possono giocare insieme, sono due tuttocampisti - loro sì - e ti mettono in difficoltà quando devi rincorrere l’avversario. Poi se il terzo del reparto è Joao Mario, allora l’Inter - pareggiando all’Olimpico - ha fatto un miracolo. Ci sono dei parametri per giudicare la prestazione di una squadra: quanti palloni ha toccato Icardi? Pochissimi, e in un’occasione ha fatto gol. Ma se tu non hai fatto giocare il tuo centravanti non hai fatto la partita. Queste sono partite che scioccamente si definiscono belle, ma è stato un danno su tutte e due".

Che campionato sta facendo la Fiorentina? Da qualche tempo accusa troppe battute a vuoto, secondo te da cosa dipende?
"Siamo di fronte a una crescita interrotta, la Fiorentina è una squadra inespressa. C’è chi dice: è la squadra più giovane del campionato. Ma sinceramente a me cosa mi importa? Cosa mi danno adesso questi giocatori? Niente. E’ una squadra che può arrivare tra il 9° e il 12° posto. Se fai quattro acquisti e li sbagli tutti è inevitabile fare peggio dell’anno scorso. Perché hai perso il povero Astori e Badelj. Chiesa non è cresciuto, Pjaca è un giocatore che ha giocato la finale del Mondiale, ma a Firenze sembra un timido, sembra un ragazzo che non riesce a farsi invitare dagli altri a giocare al campetto: questa è la Fiorentina oggi, una squadra - ripeto - inespressa".