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Sconcerti, sei d'accordo che il vero nome nuovo del pronti via della Serie A 2020-21 è quello di Kulusevski?
"Sì, certo, ha una marcia in più. Somiglia un po’ all’Ibrahimovic dei vent’anni. E’ un grande giocatore già adesso".

Ti chiedo un giudizio sulla prima Juve di Pirlo. In cosa è differente dalla Juve di Sarri?
"La novità più evidente è Rabiot regista. Sarri non l’avrebbe mai messo lì, lui lo giudicava un percussore, che partiva come mezzala, mai l’avrebbe impiegato come regista. Vedremo se quella di Pirlo sarà un'idea buonissima e vincente, appena discreta o addirittura fatale".

Perché hai detto e scritto che ti è sembrata una Juve anni ’80?
"Perché quelli sono stati anni di transizione tra zona e uomo. E non è uno straordinario complimento. Non dimentichiamo che la Juve ha giocato una partita normale contro un avversario normale. La Sampdoria proprio non c’è stata. La Juventus l’ha cancellata. Ma se sei la Juventus e in casa giochi 50 volte contro la Sampdoria, 48 partite le vinci, con qualsiasi allenatore, questo deve essere chiaro a tutti".

Abbiamo visto partite discretamente bruttine. Che ne pensi?
"Che noi si giochi maluccio è consacrato, è scritto sulla pietra ormai da tempo. La verità è che il gioco conta veramente poco per la gente. Il livello del nostro calcio è questo, piuttosto basso, mediocre. Non prendiamoci in giro, da noi conta solo il risultato. L’umore del mercato del calcio te lo dà il risultato. Perché ci piace tanto il calcio inglese? Perché non ce ne frega nulla, non ci interessa chi vince e chi perde ecco perché ci piace".

La mia sensazione è che altrove - Premier, Bundesliga, persino Ligue 1 - ci sia un’idea di futuro, cioè: mi pare che lì il calcio stia andando da qualche parte. Da noi invece vedo una stagnazione che dura ormai da tempo.
"Sì, è così. La grande svolta è arrivata con la fine dei grandi mecenati. Quando nello stesso momento si ritirano Moratti e Berlusocni, che facevano 3000 miliardi di investimenti in vent’anni, finisce l’epoca d’oro del calcio italiano. Loro erano il banco di tutto il nostro calcio, che da allora si è impoverito economicamente e - di conseguenza - anche qualitativamente. Ci siamo fermati, ora non a caso il 25% delle società italiane è in mano agli americani e una addirittura è un fondo. E poi c’è stato un discorso tecnico. C’è stato un buco generazionale che ci ha penalizzato. L’ultimo successo è stato il Mondiale 2006, con la generazione di Totti e Del Piero, Gattuso e Pirlo, Cannavaro e Toni, tutta gente attorno ai trent’anni. Da qual momento in poi non c’è stato un ricambio».
A Napoli sono tutti in estasi per Osimhen.
"Se Osimhen ha cambiato la partita allora l’ha sbagliata Gattuso, non c’è tanto altro da dire. Ma quando mai Gattuso potrà giocare ancora con un 4-2-4 come nel finale a Parma? Mai. Questo non è il Napoli di Gattuso".

Trovo imbarazzante le cose che stanno capitando alla Roma. La gestione della cessione di Dzeko, il fatto che Fonseca non ha un centravanti di ruolo, adesso la gaffe Diawara che può costare il 3-0 a tavolino col Verona.
"Sia per questa situazione del centravanti e sia per questo sbaglio nella lista - che mi sembra infantile - è chiaro che ci sia un problema dirigenziale serio. Certo che quando Fienga va a parlare con De Laurentiis, io mi sento di proteggere Fienga: De Laurentiis se lo mangia in due bocconi. La Roma è una società che non si è ancora data una forma".

E intatto si parla di Allegri al posto di Fonseca.
"Allegri è come il grigio, va bene su tutto".

Nel caso: tu ad Allegri glielo consiglieresti?
"Dipende dal tipo di strategia che ha Friedkin. Non sarà un problema di soldi, quelli glieli danno. Ma di progetto. Io credo che Roma sia una grande piazza e che la Roma si stia strutturando per diventare un grande club. Certo, Allegri più Rangnick non di sicuro, non vedo come possano coesistere loro due".

Chi o cosa ti ha sorpreso dopo questa prima tranche?
"Mi è piaciuta la Fiorentina, pur senza Ribery, nel senso che il francese ha giocato maluccio. Intendiamoci: la Fiorentina arriverà tra l’8° e l’11° posto. Dice: è una buona squadra. Certo, ma ce ne sono sette migliori. E’ questo il punto. Siamo sempre preoccupati a guardare noi stessi, senza considerare gli altri. La classifica della Fiorentina è quella, tra 8° e 11° posto. Ecco, se crolla la Roma allora può aspirare a qualcosa in più. Comunque: sento i tifosi della Fiorentina che chiedono l’attaccante. Ma l’attaccante ce l’hai già. Basta non dare via Chiesa. Le offerte arriveranno, chiaro, bisogna anche vedere cosa farà la Juve con Douglas Costa, che è ancora lì".