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Sconcerti, come ci arriva l'Italia all’Europeo?
«Con un vantaggio e un limite. Non ha giocatori straordinari, ma ha molti buoni giocatori che arrivano a questo Europeo nel momento decisivo della carriera, penso a Insigne e a Berardi. E mi spiace per l'infortunio di Verratti, perché lui si che fa la differenza. Possiamo fare bene».

Giocando con i ricordi: che Italia ti ricorda questa di Mancini?
«L'Italia dei Mondiali del ’90»

A occhio me la ricordo molto più forte. Per dire: Mancini stava in panchina e non giocò un minuto. E un Baggio non ce l’abbiamo.
«Sì, sono d’accordo, quella era più forte, ma quell’Italia di Vicini come questa si basa sulla qualità. E su un percorso virtuoso, ieri come oggi».

Chi è la stella dell’Italia?
«E’ Mancini. E’ lui che ha inventato questo gruppo. Venerdì scorso contro la Repubblica Ceca c'erano 17 giocatori in campo appartenenti a 10 squadre, mentre la Nazionale si è sempre basata sui blocchi: già questa è una grande differenza».

Chi è la favorita?
«La Francia la più forte. Ma occhio all’Inghilterra. Che ha due vantaggi. Il primo è che ogni volta arrivava a fine stagione logorata da calendari più lunghi di quelli degli altri. Oggi questo non succede più, perché quest'anno nessuno ha avuto tempo per riposarsi. E poi l'Inghilterra gioca a Wembley le prime tre partite, poi la fase finale è lì. E’ casa loro. E hanno una gran bella squadra».

L’Italia lo passa il girone?
«Certo, lo passiamo. Vincendo magari 1-0 o 2-1, faticando, ma lo passiamo».
Chi può essere l'azzurro che può far fare il salto di qualità alla squadra?
«Mi pare che questo sia il momento di Berardi, che rappresenta la parte silenziosa dell’Italia, quella minoritaria. Non ci dobbiamo sorprendere che Chiesa stia fuori, anche se gioca nella Juve; Berardi è più giocatore. Può fare la differenza».

La sorpresa dell’Europeo?
«Il Belgio, anche se è difficile dire sorpresa. In Europa ormai le sorprese non esistono più. Però il Belgio mi sembra pronto».

Il calcio-spezzatino: ti piace, non ti piace?
«Guarda, io non riesco a capire le polemiche su questo minimo cambiamento. Prima gli slot erano 8, ora 10. Cos'è cambiato? E’ come se ci fossero 10 film, non li metti tutti allo stesso orario. Non capisco tutto questo discutere attorno a un non problema. Lo spettatore è più libero di scegliere, poi vedremo cosa e quanto guarderà, ma questa è un'altra questione».

Chi si sta muovendo meglio nel mercato della Serie A?
«Nessuno».

 Nessuno?
«No. E te lo spiego.Tutti vogliono che qualcosa accada, ma nulla accade. Seguimi: c’è un giocatore che cambierebbe e migliorerebbe tutte le prime sei squadre della Serie A. Ed è Rodrigo De Paul. Ma è lì. E trattative concrete non ce ne sono. De Paul per l'Udinese costa 40 milioni. E non lo prende nessuno. Tutti parlano di altre soluzioni. Non ci sono i soldi. E quindi non c'è mercato».