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Da una parte il Liverpool Campione d'Europa, dall'altra un giro di panchine che coinvolge mezza Serie A. Unica certezza: Conte allenatore dell'Inter. Con Icardi o senza? Di questo e di molto altro abbiamo parlato - stimolati dalle domande dei lettori di 100° Minuto - con Mario Sconcerti.

Liverpool campione d'Europa. Secondo lei è stata una vittoria meritata?
'E' stata una partita brutta come spesso capita nelle finali, ma stavolta c'è stata l'aggravante del rigore segnato subito che è stato veramente un macigno. Sia il Tottenham che il Liverpool avevano ampiamente dimostrato di saper giocare a calcio già prima di questa partita. Il vantaggio iniziale ha costretto poi i Reds a fare molto meno il proprio gioco e sono mancati uomini importanti come Firmino e Salah'.

Chi è stato il migliore in campo?
'Il giocatore più importante è stato Alexander-Arnold: nel primo tempo ha completamente bloccato Son riusendo anche ad attaccare, nella ripresa ha chiuso Alli'.

Capitolo panchine: chi andrà alla Juventus?
'Secondo me i bianconeri hanno cambiato allenatore per esigenze di marchio, non tecniche. Per la prima volta, la squadra che ha inventato il motto "vincere è l'unica cosa che conta" ha capito che invece non basta solo ottenere successi. Bisogna anche saper vincere. Nell'epoca attuale nella quale conta molto come ti vedono le persone, è diventato importante giocare bene. Allegri è un allenatore eccezionale che però ha un gioco meno spettacolare di altri. Credo che la Juventus puntasse su Guardiola e non mi meraviglierei se ci fossero colpi di coda a sorpresa su di lui: ha già giocato in Italia ed era innamorato di Carletto Mazzone. E' un allenatore con tante idee e l'unico capace di coniugare gioco e risultati. Sarri caratterialmente non è da Juve, ma certamente è un profilo adatto per fare un gioco da poter mostrare al pubblico'.

Che idea si è fatto della situazione in casa Milan?
'Gattuso lo conosco da 20 anni ed è sempre stato così. Non era lui il problema del Milan e non è la figura dell'allenatore. Piuttosto, è stato il cambio di proprietà: non è possibile che una società senza grandi giocatori perda 100 milioni l'anno di sola gestione. Vuol dire che questa gestione non c'era. Ora bisogna vedere come reagirà la squadra, ma soprattutto al gente, ai nuovi parametri'.

La Roma secondo lei sta vivendo un momento simile a quello dei rossoneri?
'E' una società importante, ma non ha la nobiltà del Milan. Mi ricordo la prima Roma di Baldini, fu quella che cominciò a fare la politica che vuole fare adesso il club rossonero. I giallorossi tentavano una costruzione più lenta per essere pronti quando le altre squadre finivano un ciclo. Attualmente credo che la situazione della Roma sia molto complessa perché chiede a se stessa cose che non ha'.

L'unica certezza ad oggi è Conte all'Inter. Che squadra sarà?
'E' una buona squadra. Piena di numeri due, e il nuovo allenatore adora lavorare con questi tipi di giocatori perché è lui, poi, a trasformarli. Conte è uno dei pochi acquisti che cambia una squadra. Occhio, perché credo che l'Inter sia tornata'.

Con o senza Icardi?
'Senza. Non è un giocatore adatto al gioco dell'allenatore, secondo me andrà via. E poi, sinceramente, non ce lo vedo Conte a parlare con Wanda Nara'.

Oggi i Della Valle hanno fatto un comunicato per dire che non venderanno Chiesa.
'E' una cosa importante. Loro hanno detto che non lo cedono, se lo farà qualcuno sarà la nuova proprietà. E' una cosa molto più materiale di quello che sembra: perché Chiesa vale 70 milioni, e oggi hanno spiegato che non saranno loro a farlo partire'.

Quale sarà secondo lei il colpo di mercato dell'estate?
'Il giocatore più importante del mercato è Koulibaly. Per me il colpo potrebbe farlo il Napoli se riesce a tenerlo'.

@francGuerrieri