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Scudetto alla Juve, Sarri, delusioni Inter e Lazio, Coppe europee, sorprese e tanto altro. Ne abbiamo parlato con Mario Sconcerti.

Sconcerti, chi l’ha vinto lo scudetto?

«L’ha vinto Cristiano Ronaldo, non c’è dubbio. Ha avuto una squadra che ha giocato per lui e ha segnato il 42% dei gol della squadra. Decisivo come sempre, anche stavolta».

E Sarri?
«Siamo caduti nell'errore di pensare che fosse la Juve di Sarri, invece Sarri l'ha fatta diventare la Juve di Cristiano Ronaldo. E in questo è stato bravo. Hanno vinto i solisti, ma è stato il campionato di nessuno».

Perché?
«Perché la Juve non ha mai avuto una vera antagonista. Non lo è stata la Lazio, non lo è stata l’Inter. L’abisso dalle prime quattro alla quinta e alle altre è la conferma di una spaccatura ormai netta. Basti dire che al momento - a due giornate dal termine - tra la prima, la Juventus, e la quinta, la Roma, ci sono 19 punti».

La Lazio è sparita dopo il lockdown.
«Sì, perché quello che era il suo vantaggio, cioè pensare solo al campionato senza le coppe, dopo il lockdown è diventato uno svantaggio, con i cinque cambi per tutti e con le squadre costrette a giocare ogni tre giorni. E i quattordici giocatori di Inzaghi, che prima andavano bene, poi si sono rivelati pochi».

Anche l’Inter ha deluso.
«Non aveva la forza per vincere, questo era chiaro fin da subito. Oggi perde due volte perché da un punto di vista mediatico è stata molto spinta, ma non è mai stata all’altezza di una Juve comunque modesta».
Perché modesta?
«Perché ha perso cinque partite e sono tante, perché di solito la Juve perdeva a giochi già fatti e scudetto già in tasca; e poi perché ha subito 38 gol e sono tantissimi. Non sono numeri da prima della classe. Ma succede così anche all’estero, non riguarda solo l’Italia, oggi in Europa non ci sono squadre imbattibili o superiori di molto rispetto alle altre».

A proposito di Europa. Come vedi Juve e Atalanta in Champions?
«La Juve può certamente superare il Lione, ma ai quarti troverà Real Madrid o City, entrambi avversari complicati da affrontare. Credo più nelle possibilità dell’Atalanta, anche perché il Psg senza Mbappè è un’altra cosa e viene da cinque mesi di inattività, non sono pochi».

E Inter e Roma in Europa League?
«Vedo la Roma capace di fare più strada, mi sembra più pronta e ha ritrovato il suo giocatore migliore, Zaniolo. L’Inter è una squadra lenta, non so se può arrivare fino in fondo».

Il Milan alla fine ha deciso di puntare su Pioli. E’ stato premiato il merito.
«Giusto così, non si poteva fare altrimenti. Non dobbiamo mai dimenticare che il Milan è governato da un fondo e un fondo vive dei soldi degli altri. Non si poteva giustificare una rivoluzione, con l’arrivo di un tedesco, Rangnick, bravo finché si vuole ma che non ha poi vinto molto. E’ stato giusto tenere Pioli».

Chi è stato il giocatore che ti ha deluso di più quest’anno?
«Chiesa. Non ha mai inciso, non ha fatto il salto di qualità Soffre inevitabilmente Firenze, una città che parla solo di calcio perché nello sport non le è rimasto altro. Ad alti livelli non c’è pallavolo, non c’è basket, non c’è rugby, non c’è nemmeno più la pallanuoto. E quando finisci per parlare di un argomento a lungo lo fai diventare banale. Di tutto questo ha sofferto Chiesa».

Che allenatore ti piacerebbe vedere alla Fiorentina?
«Spalletti, ma credo non verrà mai».