Zaniolo e Icardi, le due facce del nostro calcio. Il Milan che si è ritrovato, l’Inter nel caos, la Juventus verso la Champions con più certezze di prima. E infine, due cose su Sarri. Ne abbiamo parlato - stimolati dalle domande dei nostri lettori di 100° Minuto - con Mario Sconcerti.

Sconcerti, non possiamo partire che da Zaniolo.
«Fortissimo. Non si può discutere un talento così, potenzialmente è uno dei tre-quattro più forti d’Europa. Sa fare tutto. Zaniolo è un giocatore universale, è una grande mezzala».

Cosa ti stupisce di più di lui?
«Al di là della continuità sui gol, perché ha cominciato a segnare con una certa frequenza, quello che mi stupisce è la velocità e la qualità di pensiero quando ha il pallone tra i piedi. Quando ha dieci metri di campo cerca l’uomo ed è capace di fare il passaggio di prima. E’ un giocatore che risolverebbe i problemi di oltre squadre. Penso all’Inter, ma questo vale anche per tanti altri grandi club in Italia e in Europa».

All’Inter si sta consumando uno «strappo» storico. Tolta la fascia a Icardi, che non è nemmeno stato convocato per la partita con il Rapid.
«Credo che Marotta abbia dato il segnale che serviva. L’Inter ha scelto Marotta non tanto per trovare giocatori, ma per avere uno che la guidi. Marotta ha già dato un esempio forte. Auspicavo esattamente questo. Altrimenti sei l’Inter di Wanda Nara. Questo è un messaggio duro che viene rispedito al mittente. L’Inter vive tradizionalmente di una pericolosa familiarità, anzi di un «familismo». Da Moratti in giù: sono tutti figli miei. Quello che non si è trovato nei dirigenti, si è cercato nella Storia. Ma per fare la Storia tu ti devi comportare in modo conforme. E’ normale che Icardi - uno dei primi 3-4 centravanti al mondo - cerchi anno dopo anno di migliorare il suo status economico, questo è accettabile. Non è accettabile che questo metta in ginocchio una società. E anche una squadra. Quando Wanda Nara dice che bisognerebbe trovare qualcuno che lo serva bene capisci bene che nessuno nella squadra può accettare un’uscita così».

Capitolo Champions. Come hai visto la Roma?
«Bene. La partita col Porto è aperta. Ottimo Dzeko, come Zaniolo. Non si poteva pretendere di più. Certo, era meglio vincere 1-0. La Roma gioca bene a calcio, la qualificazione è alla portata. E’ una squadra che si distrae proprio perché è troppo attenta a giocare bene». Passiamo al campionato. Chi ti sta sorprendendo?
«Il Milan sta migliorando molto. E grazie a Paquetà. Fa giocare bene Bakayoko, fa giocare meglio Chalanoglou. Ha cominciato anche a fare gol, crescerà ancora molto. Il Milan adesso è una squadra. Con un centravanti - Piatek - che segna con una regolarità impressionante. Adesso paradossalmente quello che manca è Suso, perché è il più individualista di tutti».

Il Milan è finalmente una squadra. E l’Inter?
«L’Inter è terza, è il posto suo, ha due avversari nettamente più forti davanti a sé. Sembra sempre giocare sull’acqua, non sai mai che cosa aspettarti, non sai mai la verità. Ti dico che non mi aspetto più niente da Spalletti. Ha fatto anche troppo. Non si può chiedergli di più. Lui non può dare di più, ma nemmeno questa squadra può dare di più. E’ per questo che adesso deve esserci l’intervento della società»

Chi non ha problemi è la Juventus.
«Contro il Sassuolo mi è piaciuta molto. La Juventus ha ripreso a correre. Ho visto un grande giocatore, che è Bernardeschi. Se non avesse dei limiti di leggerezza - perché soffre di tanti infortuni - sarebbe ancora più decisivo. Tenendo da parte Zaniolo, Bernardeschi è il giocatore più completo che abbiamo. Mentre Chiesa è esplosivo e coraggioso, Bernardeschi è il più europeo di tutti. E’ un giocatore solitario, non cerca di essere dentro la squadra, ma cerca continuamente il suo gioco. Sembra una di quelle grandi ali nordeuropee, con queste accelerazioni improvvise e definitive».

Chiudiamo con Sarri: già finita la favola al Chelsea?
«Non lo so. Io so che Sarri lo prenderei sempre. Ma se tu guardi il curriculum lui ha fatto bene e anche male. Da solo il suo credo non basta. Ci deve essere gente che crede in lui. Prima di Napoli aveva avuto una lunga serie di esoneri. Non ha un calcio sicuro, ma splendido. E proprio per questo esposto a tutto».