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Cosa ci ha detto di nuovo questo campionato?
«Che si può vincere anche con un progetto sostenibile. Noi siamo stati abituati a scudetti che sono costati centinaia di milioni di debiti, ma questo è uno scudetto che può essere da modello per tutti quei club normali. E’ stato vinto risanando un club. Fino allo scorso anno il prezzo di uno scudetto erano due campagne da 500 e passa milioni. La Juve ha provveduto con 700 milioni all’aumento di capitale; il bilancio dell’Inter al 31 dicembre del 2021 è stato chiuso con 680 milioni di debito».

Qual è stato il merito più grande del Milan? Chi l’ha vinto più di altri?
«Credo che questo sia lo scudetto di Gazidis, che non conosco e di cui non conosco la voce. Ma tutte le scelte primarie le ha fatte lui, a partire da Maldini e Boban, due persone intelligenti. Non si è rivolto a un manager, ma a due cuori della storia del Milan sapendo che il management toccava a lui. Ha scelto e si è fidato delle scelte dei suoi collaboratori, oggi Maldini e Massara».

Il Milan a mio parere ha avuto un altro merito: non ha mai reagito ai torti o presunti tali.
«Guarda: gli arbitri devono essere aiutati a volerti bene. Il Milan si è comportato con una maturità virtuosa; una maturità che, per esempio Mourinho, non conosce. Anzi lui aizza la piazza, il contrario di quanto hanno fatto i dirigenti del Milan».

La delusione più grande è stata la Juventus.
«La Juventus non è stata nemmeno una delusione. Non è stata niente. E’ un anno molto più che buttato via, ma perché alcuni giocatori che hanno fatto la tua epoca - da Chiellini a Dybala - se ne sono andati e altri - uno per tutti Bonucci - giocano sempre meno. Non c’è più il problema di Ronaldo, ma c’è una Juve da rifare. E ricominciare da un giocatore che ha giocato 64 partite negli ultimi due anni mi pare rischioso».
Ti riferisci a Pogba.
«Certo, se Pogba gioca incide, ma ha giocato la metà delle partite con il Manchester United».

Allenatori da podio. Chi sono i tuoi?
«Pioli, Italiano e Nicola. Pioli ha inventato una squadra e gli ha insegnato un gioco, lo stesso ad altri livelli ha fatto Italiano. Nicola ha preso una squadra inesistente e già retrocessa ed è riuscito a fargli capire che poteva salvarsi e alla fine l’ha salvata, bravissimo. Anche se non va dimenticato il lavoro di Sabatini e Iervolino».

Giocatori da podio. Le tue tre scelte.
«La sorpresa assoluta del campionato è stato Kalulu, pagato 580.000 euro e che nessuno tra i tifosi del Milan - quando si è infortunato Kjaer - voleva mettere in squadra. Volevano tutti un acquisto, invece Kalulu è stato straordinario. El Cholito Simeone mi ha stupito per la facilità dei gol; mentre confermo che Tonali oggi è forse il giocatore italiano più completo, di sicuro il più intelligente. E con la sua intelligenza fa il suo doppio delle cose che può fare».

E’ stato anche - a differenza del passato - un campionato credibile fino alla fine.
«Ma guarda, sotto questo aspetto io sono un vecchio ragazzo in buona fede, per cui credo che tutti giochino per dare il meglio, sempre e comunque».