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E' stato un lungo week end di polemiche e veleni. Le frasi di Commisso, Nedved e Nicchi hanno alimentato le tensioni. Ha parlato anche il campo. E ha detto che la Juve accelera, ma Inter e Lazio non mollano; ha detto che il Napoli si è rialzato e che il Torino è finito in un abisso. Di questo e di molto altro - stimolati dalle domande dei lettori di 100° Minito - abbiamo parlato con Mario Sconcerti.




Sconcerti, partiamo dalle polemiche del week end. Chi è stato più inopportuno? Commisso con il suo sfogo? Nedved con la sua replica? O Nicchi con le sue dichiarazioni?

"Nicchi ha fatto una cosa molto grave: se ci fosse una classe giornalistica attenta, l’avrebbe spinto alle dimissioni o qualcosa di simile. Un presidente di società come Commisso può certamente usare toni migliori, questo è sicuro; ma il capo degli arbitri non può dire che gli arbitri sono disgustati. Perché se ti prendi il diritto al disgusto non ti risconosco più come mio giudice, non risconosco la tua imparzialità. Ma questo non vale solo per la Fiorentina. Ti chiedo e mi chiedo: ma se gli arbitri avessero davvero il disgusto, chi l’assicura l’imparzialità del campionato? Nicchi ha reagito d’istinto esattamente come Commisso, che però ora paga perché è stato multato. Mentre la colpa di Nicchi è enormemente più grave. Così si accetta che gli arbitri siano disgustati. Ma disgustati di che? Non se lo possono permettere. Guarda, è come se mi facessi giudicare da un giudice che ce l’ha con me".

Commisso?

"E’ un presidente giovane, in carica da qualche mese. La Fiorentina ha il dovere di accettare i rigori contro e il diritto di commentarli, non è questo il punto. Sono sicuro che se una cosa così dovesse capitare tra un anno, Commisso reagirebbe in una maniera diversa, con modalità più soft".

E della reazione stizzita di Nedved che pensi?

"Si entra in un altro campo, la sua è una reazione da classico personaggio importante che è convinto di essere importante per tutti. Nedved per caso si preoccupa di cosa siano stufi gli altri? No, certamente. E perché noi ci dobbiamo preoccupare di cosa è stufa la Juventus? Reputo quello di Nedved un segno di arroganza".

Parliamo di calcio. Con la vittoria a Genova il Napoli sembra aver dato un senso al suo campionato?
"I primi 25 minuti del Napoli a Marassi sono stati da grande squadra, sembrava il Napoli di Sarri. Mi è piaciuto molto Lobotka, arrivavano tanti cross, Milik ha dominato. La risposta è arrivata: la vittoria contro la Juventus è stata la svolta. Ci si chiedeva se fosse perché quella era una grande partita o se centrasse invece la bravura di Gattuso. Direi che è Gattuso l’artefice di questa rinascita. Anche dopo il pareggio - tenuto per una decina di minuti - il Napoli ha trovato la forza per andare a vincere: questo è un segnale assai positivo".

Pensi che il Napoli sia da Europa League?

"Ha certamente più qualità di Milan, Verona e Cagliari, per dire, ma direi che bisogna aspettare ancora. Non va dimenticato che c’è stato un problema serio dall’inizio della stagione, un problema non solo tecnico; questo dubbio di fondo è giusto continuare ad averlo. Adesso c’è un calendario alla portata per salire ancora in classifica".

Lì davanti nessuno molla. La Juve accelera, Inter e Lazio a ruota.

"Io continuo a vedere i disagi della Juve". 

A cosa ti riferisci?

"Nella Juve c’è uno squilibrio che la rende diversa, ed è Cristano Ronaldo. Ma la sua presenza impone alla squadra che un grande giocatore resti fuori, uno tra Higuain, Dybala e Douglas Costa. Se Higuain e Dybala nei loro tre quarti d’ora giocano una grandissima partita non conta nulla. Cristiano Ronaldo non si tocca, questa è una situazione soffocante, è una differenza che crea problemi. Ho visto che domenica si è incazzato anche Higuain, era già successo con Dybala. Nessuno mette in discussione Cristiano e la sua utilità, ci mancherebbe, ma è evidente che c’è un trattamento diverso e alla lunga potrebbe essere un problema".

Sul Toro in estate ti eri sbilanciato, pronosticando un buon campionato. Come leggi l’esonero di Mazzarri?

"Era arrivato al limite il rapporto tra Mazzarri e i giocatori. Quando perdi nel modo in cui ha perso il Torino, beccando 15 gol in 3 partite, 7 dall’Atalanta, 4 dal Milan in Coppa Italia e 4 dal Lecce, tra l’altro mollando sempre a metà partita, significa che è finito un rapporto interpersonale. Da un punto di vista tecnico invece una spiegazione che forse è semplice ma mi sembra la più aderente alla realtà. Al Torino manca qualità. Hanno avuto Iago Falque rotto per tutta la stagione, lui era uno dei pochi brillanti. Verdi gli è rimasto un po’ in mano, anche se penso sia un giocatore da squadra che va bene. Non è certo lui che ti rovescia la partita".