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Sconcerti, la Juventus ha avuto più coraggio a chiamare Sarri un anno fa o a chiamare Pirlo ora?

"Non credo si debba parlare di coraggio. Quella di Pirlo è una pura mossa in stile Juventus. Facci caso: non si sta più parlando del fallimento tecnico. Il coraggio viene sempre della paura. C’era la paura che la società venisse investita da un ciclone. L’arrivo di Pirlo in panchina ha spostato l’attenzione".

Che ne pensi di Pirlo allenatore?

"Non ne sappiamo nulla, non ha mai allenato. Sappiamo che aveva detto - nella sua autobiografia - che non avrebbe fatto l’allenatore. Ma la gente cambia idea, ed è lecito che sia così. Piuttosto ho perplessità lombrosiane…".

Cioè? In che senso lombrosiane?

"Pirlo ha un carattere molto introverso, silenzioso, mi ricordo tre-quattro interviste che gli ho fatto, una volta in diretta a Sky, fu una vera sofferenza, non gli tiravi fuori nulla. Ma al di là del carattere credo che a Pirlo gli altri interessino poco. Certi campioni sono così. Non l’ho mai visto incazzato, per esempio. Non vedo la traccia di fanatismo. Non ha il carisma di Zidane, o di Guardiola, ma magari mi sbaglio io".

Perché la Juventus l’ha chiamato?

"Credo che rappresenti una forma di commissariamento di tutta la società. Credo che sarà una gestione collettiva, in un anno decisivo per tutta la Juventus".

Facciamo un passo indietro: come giudichi la stagione di Sarri?

"Aveva una squadra confusa, poco brillante. Credo si potesse uscire meglio dalla Champions. E’ chiaro a tutti che non è lui il solo colpevole. C’è una forte compartecipazione della società nel fallimento di Sarri. Ti faccio un esempio: che senso ha vendere Pjanic a un mese e mezzo dalla Champions. Dovevano metterlo a bilancio il 30 giugno, si tratta di una chiara ragione di tipo economico che però non ha fatto il bene della squadra".
Tra Sarri e Cristiano Ronaldo non è mai scattata la scintilla.

"Vorrei sapere - mi riferisco a Cristiano - quando e con chi è scattata la scintilla".

In che senso?

"L’impressione è che non sia mai diventato juventino fino in fondo. Ci sono giocatori che si reinventano l’anima, lui no, è solista anche in questo".

Mi sembra che David Silva sia un grande colpo sottovalutato.

"E’ stato un giocatore eccezionale, lo è ancora a certi livelli. Bisogna aspettare che il mercato si fermi per fare una valutazione più definitiva, ma si tratta di sicuro di un gran colpo della Lazio".

Dopo l'eliminazione di Juventus e Napoli, in Champions è rimasta solo l’Atalanta. Dove può arrivare?

"Fino in fondo, l’ho sempre pensato. Fino a pochi giorni fa la vedevo favorita con il Psg, dopo aver visto il Lione ti dico che siamo al 50% di possibilità a testa di andare in semifinale. Il Lione contro la Juve non sembrava una squadra ferma da sei mesi, bisognerà vedere i campioni del Psg cosa tirano fuori. Stiamo valutando poco un aspetto: queste sono partite all’italiana, con tanti rigori. Insomma, ogni pronostico è molto fragile"

Un’ultima cosa su Sarri: su che panchina lo vedi?

"Non credo se la debba prendere troppo, gliel’ho anche detto. La sua prossima sede ideale è la Roma. Lui è un leader nazional-popolare, la Roma è perfetta per lui".