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Si arricchisce di ulteriori dettagli la vicenda relativa ai gravi scontri verificatisi nei pressi dello stadio Meazza di Milano lo scorso 26 dicembre, in occasione della partita tra Inter e Napoli. Dopo la convalida degli arresti di Luca Da Ros, Francesco Baj e Simone Tria per l'agguato ai sostenitori azzurri avvenuti in via Novara, nel corso del quale ha anche perso la vita Daniele Belardinelli, è stato sottoposto a stato di fermo anche Marco Piovella, storico esponente della Curva Nord interista e da anni responsabile delle coreografie. Convocato in Questura lo scorso 29 dicembre, Piovella fu indicato da Luca Da Ros come uno degli organizzatori dell'attacco ai napoletani.
Le accuse sono quelle di rissa aggravata, lesioni, omicidio e violazioni degli articoli 6 e 6 ter della Legge 401/1989. Queste le motivazioni con cui il gip di Milano Guido Salvini ha convalidato il provvedimento: "Il ruolo dell'indagato comporta una pericolosità elevata. In più ha ammesso solo piccola parte delle sue condotte; la misura detentiva meno grave degli arresti domiciliari non interromperebbe efficacemente i contatti stabili con l'ambiente degli Ultras e con i concorrenti nei delitti contestati". L'ordinanza prosegue evidenziando "il potere di influenza sui tifosi a lui subordinati sulla base dell'ideologia del cameratismo sportivo...". "E' in grado di condizionare le dichiarazioni di coloro che verranno ascoltati dalla P.G e dagli inquirenti nel corso delle indagini. La scelta di presentarsi in Questura fatta da Piovellappare un semplice tentativo di tamponamento in una situazione già irrimediabilmente pregiudicata in quanto si era ormai diffusa la notizia delle dichiarazioni rese da Da Ros e degli ulteriori elementi che gli inquirenti stavano raccogliendo sull'organizzazione e la dinamica dei fatti".

Tra gli indagati risulta anche il capo dei Viking Nino Ciccarelli, convocato a sua volta ieri in questura dalla Digos e uscito soltanto in tarda serata, secondo la ricostruzione de La Repubblica. La sua fedina penale parla di un Daspo di 5 anni e diversi guai giudiziari, tra cui la partecipazione agli scontri avvenuti ad Ascoli nei quali morì Nazareno Filippini e l'accusa, poi decaduta, di omicidio.