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Dell’attuale situazione Juve - in evidente calo e ancora priva di un’identità - ho attribuito molte colpe a Sarri, e i sarriani convinti non hanno gradito. La principale attenuante data da loro all’uomo di Figline è l’avergli affidato una rosa non adeguata per praticare il Sarriball. Faccio fatica a pensare che un allenatore bravo, se è bravo per davvero e non solo un fenomeno mediatico, e con a disposizione CR7, Dybala, Douglas, De Ligt, Cuadrado e altri, non riesca neanche ad abbozzare uno straccio di gioco. Su una cosa do però ragione ai difensori di Sarri: non può essere l’unico capro espiatorio, ma le colpe dovrebbe condividerle in parte con Fabio Paratici. Eccellente scopritore di talenti (uno su tutti: Pogba), bravissimo nel trasformare le opportunità in affari (vedi Tevez prima, Ronaldo poi), spalla ideale per un Direttore Generale (che nella Juve non c’è più), andato in difficoltà non appena si è trovato in prima persona a gestire acquisti e cessioni di giocatori. Ma la responsabilità di questa scelta va forse attribuita a chi, all’interno del club, lo ha ritenuto in grado di potere fare tutto, sostituendo in toto Marotta, e non è stato così.

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