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Celebrare un gol dicendo Allahu Akbar (Dio è grande) e facendo il segno della preghiera musulmana è costato l'espulsione e la sospensione per due anni ad un giocatore bosniaco che milita nelle file della squadra di Bodrina del campionato serbo. Il fatto, secondo il quotidiano Al Quds Al Arabi che riporta la notizia, è avvenuto durante un partita ufficiale interrotta e annullato dall'arbitro a causa della protesta dei colleghi del giocatore musulmano Ali Hajic, 18 anni. L'arbitro ha giustificato la sua decisione di espellere il giocatore e annullare la partita dicendo che il gesto del giocatore bosniaco può fomentare faide razziale. La federazione calcistica serba ha, dal canto suo, punito il giovane giocatore con due anni di sospensione prorogabili. Il giovane giocatore musulmano, che aveva appena conseguito la maturità in un campo profughi nella città di Tuzla, nel nord della Bosnia, ha dovuto lasciare il campo sotto la scorta dei suoi colleghi.