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Quando Antonio Conte è arrivato all’Inter Stefano Sensi ha rappresentato, fin da subito, una certezza. Che però, con il passare dei mesi, si è lentamente ma inesorabilmente sgretolata, infortunio dopo infortunio. L’ultimo in ordine di tempo un risentimento muscolare alla coscia sinistra, accusato poco prima della partenza per Kiev, per la partita con lo Shakhtar. Un problema subdolo, che lo stesso Conte non aveva compreso: “Sinceramente diventa difficile dare sempre dei tempi perché gli ultimi esami clinici dicevano che non aveva praticamente niente”. Ed invece altro ko, l’ennesimo da quando veste il nerazzurro.

ANNO HORROR - Ad ottobre dello scorso anno infortunio agli adduttori, con ricaduta a novembre: 65 giorni fuori e 10 partite saltate. Poi un 2020 letteralmente da incubo: il primo ko già a gennaio, per un problema al polpaccio, subito dopo al piede, con conseguenti due mesi fuori causa. A giugno, appena ripartita la serie A, di nuovo ko fino al termine della stagione, a causa del bicipite femorale. In tutto, solo 5 partite giocate nel 2020, l’ultima da titolare lo scorso 26 gennaio. Un calvario senza fine, che ha avuto, come detto, un nuovo capitolo in questi ultimi giorni. 
QUANDO TORNA? -  Il problema muscolare alla coscia sinistra lo terrà fuori fino (almeno) alla ripresa dopo la pausa per le nazionali. E l’Inter sarà molto attenta nel gestirlo, come normale che sia. Un peccato per quello che Conte ritiene essere un centrocampista ideale nella sua idea di calcio. Perfetto nel suo modo di galleggiare tra centrocampo e attacco, abile rifinitore, bravo anche a concludere a rete e a dare equilibrio alla squadra. La stessa società non ha dubbi sul valore del giocatore, riscattato in estate dal Sassuolo in un affare da 20 milioni più 3 di prestito. Un investimento importante ma calibrato, nonostante i continui infortuni iniziano a spaventare Conte e lo stesso Sensi, giustamente frustrato. L’Inter lo attende tra metà e fine novembre, sperando poi di poterselo godere un po’.