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Due ore di colloquio nello studio dell'avvocato Gambino (avvocato di Rosella Sensi) non sono bastati, ieri sera,  ai legali di Unicredit ed Italpetroli per trovare l'accordo sull'estinzione del debito verso l'istituto bancario che ammonta a 325 milioni di euro. Il nodo della questione è semplice: Rosella Sensi non vuole mollare la Roma, Unicredit vuole tutto. Se non si troverà l'accordo, il 5 luglio Ruperto sarà costretto ad andare in sentenza.


Un'eventualità rischiosa che porterebbe Unicredit e Italpetroli in Corte d'Appello e in secondo luogo in
Cassazione. Il rischio per la Sensi in quel caso sarebbe il fallimento, mentre per Unicredit potrebbe essere il quasi totale annullamento del debito. Per questo motivo le due parti s'incontreranno con tutta probabilità nuovamente domani per stabilire l'accordo. Il 5 luglio è sempre più vicino.