140
Che Seni fosse importante, importantissimo, per questa Inter, lo si era capito fin da subito. Che fosse l’unico a tenere in piedi la baracca, invece, sembrava francamente inimmaginabile. E invece, Barcellona prima e Juventus poi, hanno dimostrato proprio questo: senza l’ex Sassuolo in campo i nerazzurri faticano incredibilmente a creare gioco, si schiacciano e non escono più dal pressing avversario. Un problema serio, anzi, un problema enorme se in panchina non hai alternative all’altezza e se hai l’ambizione (e la qualità) per poter insidiare la Juventus per la lotta allo scudetto, almeno negli undici titolari.

ALTRO CHE CILIEGINA - Una lacuna troppo evidente per lasciare indifferenti Marotta e Zhang, che hanno chiuso il mercato senza quel colpo a centrocampo che in tanti auspicavano. L’oggetto del desiderio è più che noto: Milinkovic Savic, pezzo pregiato della cara bottega Lotito, l’intenzione di andarlo a trattare c’era, ma le mancate cessioni di Icardi (partito solo alla fine in prestito), Vecino e Gagliardini hanno fatto sì che il mercato nerazzurro chiudesse i battenti senza colmare la falla. Perché, attenzione, Milinkmovic non rappresentava solo la ciliegina sulla torta, ma un pezzo importante del puzzle.
PROBLEM SOLVING - Ma in attesa di gennaio, cosa può fare Antonio Conte per rimanere in scia alla Juventus e non staccarsi come accaduto in passato? Con tutti i migliori a disposizione può senza dubbio proseguire sulla strada finora tracciata, ma dovesse mancarne anche solo uno tra Sensi, Brozovic e Barella, la via migliore sembra quella del cambio modulo (4-2-3-1, 3-4-2-1?), perché né Vecino né Gagliardini offrono le opportune garanzie. Barcellona e Juventus, due prove fanno un indizio: è bastato perdere Sensi per disunirsi e non riuscire più a produrre un calcio efficace. È un limite troppo grande per rimanere a lungo lì in alto. Prima Conte e poi la società dovranno trovare una soluzione.