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Fosse il personaggio di un cartone animato, sarebbe un geniale universitario pronto ad aiutare Homer Simpson a superare un esame. Fosse il protagonista di una serie tv, lo troveremmo a parlare di fisica con Sheldon Cooper in Big Bang Theory o a trattare l'affitto di casa con Erlich Bachmann in Silicon Valley. Fosse il protagonista di un film, parlerebbe con Brad Pitt di baseball in Moneyball. Invece Ian Graham è un fisico che ha deciso di applicare le sue conoscenze in un mondo incasinato, cinico e legato ai risultati: quello del calcio. Ed è per questo che c'è la sua firma sui successi del Liverpool di Klopp

L'INCONTRO CON KLOPP - Per spiegare bene la metodologia di lavoro di Graham (foto sito ufficiale del Liverpool), fisico teorico laureatosi a Cambridge nel 2005, che iniziò un post dottorato di 2 anni in fisica dei polimeri, c'è un episodio raccontato dal New York Times. Era il novembre del 2015, Klopp era da pochissimo sulla panchina dei Reds e Ian Graham andò a presentare al manager tedesco quello che era il suo lavoro, iniziando a parlare di un Borussia Dortmund-Mainz della stagione precedente. Il Mainz vinse 2-0, nonostante un dominio giallonero che Graham spiegò azione per azione. Al che Klopp rispose: "​Hai visto quella partita? E’ stata una gara pazzesca. Noi li abbiamo dominati … anzi distrutti. Lo sai questo vero?". Ian, quella partita non l'aveva mai vista. Aveva solo raccolto dati, passaggi riusciti, intercettati, azioni da gol, azioni potenzialmente da gol: un insieme di numeri che raccontava il lavoro di Klopp. Un lavoro incredibile e soprattutto oggettivo. Il tutto per dimostrare al tecnico che la strada intrapresa era quella giusta e che per quella sconfitta non poteva farci niente. E quello era il lavoro da replicare anche a Liverpool

SCUOLA AMERICANA - Sì l'analisi delle partite, ma soprattutto scouting. La ricerca dei giocatori funzionali a quello che è il sistema di gioco: per questo si è andato a prendere Salah dalla Roma, perché ben si sposava con quelle che erano le caratteristiche di Firmino. Ma non per sensazione, ma perché i numeri dicevano quello. Anche Naby Keita è stato voluto da Graham: i suoi numeri hanno mostrato che i passaggi effettuati dall'ex RB Lipsia, se completati, portavano il compagno di squadra in una posizione migliore per segnare più alta della media. Per gli scout che vedevano partite Keita era un centrocampista versatile, per il computer di Graham era qualcosa di più. Ed è la teoria di Moneyball, quella applicata da Billy Bean e Paul DePodesta, laureato in economia, a Oackland, con gli Athletics. Ed è la stessa teoria che poi rivoluzionò il mondo del baseball, abbracciata dai Boston Red Sox, franchigia nelle mani di John W. Henry. Che è anche il principale azionista del Liverpool
IL POSTO GIUSTO PER ME - Ed è anche per questo che il lavoro di Ian Graham ha trovato strada fertile in quel di Liverpool: iniziò come consulente del Tottenham, quando c'era Damien Comolli come direttore tecnico, poi l'arrivo di Redknapp nel 2008 chiuse un po' la strada a Graham, il cui parere non contava un granché. Infine il cambio di proprietà nella sponda rossa del Merseyside, che gli ha aperto le porte di uno dei club più importanti della storia del calcio, dove ritrovò Comolli e lavorò con Michael Edwars, altra figura importante quando si parla di dati applicati allo sport. E lo stesso Graham disse a se stesso: "Quello è il posto giusto per me". E così è stato. E al Liverpool, anno dopo anno, il lavoro di Graham è stato un valore aggiunto per la crescita costante della squadra di Klopp. Tanto che, nello spogliatoio, come rivelato da Alexander-Arnold, il tedesco trasmette, a suo modo, quello che ha raccolto dal backoffice: "Klopp ci dice solo cosa fare e come farlo, ma sappiamo che dietro c'è il lavoro di chi passa ore chiuso in un ufficio". 

I SEGRETI E LO STAFF - Gallese, fisico teorico e amante dei numeri. Ma non solo: da piccolo passava le ore in compagnia di Sensible Soccer, amava costruire le squadre ai videogame e giocare al Fantasy Football, il nostro Fantacalcio. "La vita del fisico non faceva per me", ha raccontato al sito ufficiale del Liverpool, "e mi sono buttato nella statistica applicata al calcio, perché mi è stata inoltrata una mail con un annuncio. Ed è andata bene". Ora, per il Liverpool, si occupa principalmente dello scout  e ha uno staff 'sotto di sé': c'è ​Tim Waskett, laureato, con lode, in astrofisica; c'è Dafydd Steele, ex campione di scacchi junior; e Will Spearman, che ha lavorato nell'industria energetica e per l'Organizzazione europea per la ricerca nucleare, il tutto dopo aver completato il dottorato in fisica delle particelle ad Harvard. Oltre a loro, Mark Howlett e Mark Stevenson, che lavoravano prima al dipartimento tecnologico e ora fanno parte del dipartimento di ricerca. Scelta dei giocatori, analisi pre partita e post partita, rapporto con gli analisti, che studiano i dati raccolti dal suo staff, e anche con Klopp, che apprezza e ascolta. I nerd dietro i successi del Liverpool. Ma non solo. Già, perché Graham è un vero cuore Red: con Ian Rush vinceva a Sensible Soccer, con Klopp vince nella realtà.

@AngeTaglieri88