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'In un campionato in cui manca una leadership precisa, anche la Juventus, che ha ricevuto tanti elogi, stenta. Nella partita contro il Genoa mi ha deluso, perché poteva chiudere il match più volte e poi ha rischiato di perdere'. Così l'ex giocatore bianconero Sergio Brio, ospite negli studi di Toscana Tv per il programma '30esimo minuto'. 'Domani sera mi attendo una gara aperta, vibrante, con tanti gol e con la Juventus che proverà maggiormente a vincere, anche perché gode del fattore campo - ha aggiunto il 55enne leccese -. Un uomo pericoloso per i bianconeri sarà soprattutto Gilardino, che tornerà titolare e vorrà fare bene davanti ad un club che lo ha anche inseguito sul mercato. L'Europa League è l'obiettivo della squadra viol,a e prima di fare delle critiche bisogna pensare bene a questo, e soprattutto riflettere sulle assenze che penalizzano il lavoro di Mihajlovic, da Gilardino a Vargas. Il peruviano mi sta deludendo, sia per la vita privata che per il rendimento. Dopo Catania fece due buoni campionati, lo reputavo uno dei migliori esterni arrivati nel campionato italiano, ma poi ha dimostrato di non essere un professionista. La mia generazione era composta da veri professionisti: ora i tempi sono cambiati, ma questo non giustifica Vargas. La verità è che Mihajlovic non è mai stato accettato; gli auguro di riuscire con il tempo a conquistare l'affetto dei tifosi come ha fatto Reja, anch'esso contestato con la Lazio'.

'La proprietà della Fiorentina mi sembra distaccata rispetto ai primi anni - commenta Brio -. Su Montolivo c'è un problema di ambiguità, di convivenza, perché non è facile per un giocatore scendere in campo quando i propri tifosi lo vedono di cattivo occhio. Certe cose poi si riversano anche in campo'.