Non è una questione di soldi, non è una questione di contratto. Si chiama prospettiva, quella di iniziare un percorso da professionista a tutti gli effetti e di esordire in prima squadra molto prima che con la tua squadra di appartenenza. Anche se questa si chiama Barcellona, una delle migliori scuole di calcio al mondo e dal cui settore giovanile sono emersi alcuni dei migliori calciatori della storia recente. Una scuola che ultimamente fatica a regalare ai propri ragazzi l'opportunità di affacciarsi sui palcoscenici più prestigiosi con la stessa naturalezza del passato. L'ultima dimostrazione arriva da Sergio Gomez, centrocampista offensivo classe 2000 pronto a vestire la maglia del Borussia Dortmund fino a giugno 2022. Il club tedesco ha dapprima raggiunto l'accordo economico con l'entourage del giocatore per poi versare nelle casse dei blaugrana i 3 milioni di euro previsti dalla clausola rescissoria.

COLPO ALLA SANCHO - Un shock per il Barcellona e per chi lavora nella Masia, lo stesso sentimento che devono aver provato a Manchester sponda City quando lo stesso Borussia Dortmund ha messo le mani su Jadon Sancho, uno degli astri nascenti del calcio inglese. Uno che ha avuto modo di mettere in mostra le proprie qualità soltanto parzialmente al Mondiale Under 17 del novembre scorso, prima di essere richiamato dalla sua società in Germania per esordire con i grandi. C'è un filo conduttore che lo lega a Sergio Gomez, che della rassegna iridata in India è stato straordinario protagonista, trascinando la Spagna fino all'atto finale, vincendo il Pallone d'argento come secondo miglior calciatore alle spalle dell'inglese Foden. Quattro gol in 6 partite, due nella finale con l'Inghilterra campione per uno dei tanti giovani di bellissime speranze che si stavano proponendo come possibile successore di un certo Andrés Iniesta.



L'IDOLO INIESTA - "E' il calciatore a cui mi ispiro, per qualità tecniche e umane, per la sua capacità di mantenere sempre i piedi per terra". Dal fenomeno di Fuentealbilla sembra aver preso spunto per posizione in campo, visione di gioco e intelligenza tattica, ma Sergio Gomez ha mostrato a livello giovanile di possedere una duttilità maggiore, una capacità di incidere negli ultimi 20 metri superiore che gli permette di andare alla conclusione e al gol con maggiore facilità. Un "sinistro di seta", come lo hanno ribattezzato nella sua Barcellona, con cui ha disegnato traiettorie fantastiche in un 2017 che lo ha eletto di diritto come uno dei migliori calciatori in ascesa del movimento spagnolo, alla pari col compagno di club e nazionale Abel Ruiz. Qualità che non hanno lasciato indifferente nemmeno il tecnico della formazione B blaugrana Gabri, che lo ha fatto esordire in Segunda Division lo scorso 6 gennaio, nella speranza di evitare altri casi Eric Garcia (passato al Manchester City) o Mboula (finito al Monaco). Sperava di crescere al fianco di Messi, Suarez, Coutinho e dell'idolo Iniesta, ma la carriera di Sergio Gomez inizierà a Dortmund.