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Avevo battezzato Sergio Oliveira come un gran bell'idea, per ruolo, personalità e livello tecnico. La prima uscita è confortante, senza stare lì a fare chissà quali castelli perchè tanto poi la legge del campo è uguale per tutti. E solo il campo dirà quanto sia stata azzeccata l'intuizione di portarlo a Roma. 

Io ribadisco:
mi piace molto e mi piaceva anche prima, quando l'ho visto giocare contro la Juve e in altre gare di Champions. Più che altro mi pare il giocatore che mancava, anche se avrei voluto vederlo al fianco di Pellegrini. Vedremo, intanto sia lui che Maitland-Niles mi pare abbiano approcciato come si deve. Certo poi di strada da fare ce n'è, perchè fa una certa rabbia sentire che la Roma è la squadra che con l'Inter tira di più in porta ma poi lo score eccolo lì. Una fatica immane per battere il Cagliari e solo su rigore. Oddio, da queste parti in questa stagione i rigori sono assai poco scontati, però magari, oltre al centrocampista la Roma ha trovato anche un rigorista, sebbene mi inquieti il fatto che, se fosse stato in campo, quel rigore lo avrebbe calciato Pellegrini.
Nel frattempo, voglio fare i complimenti a Tiago Pinto. Uno che parla poco - non come alcuni logorroici predecessori (non mi riferisco a Walter Sabatini il cui eloquio era per me piacevole e stimolante ) tra gaffe e proclami perlomeno intempestivi – e i fatti li fa, pur con quel poco che aveva a disposizione in questo non semplice mercato di gennaio. Ha preso due giocatori utili subito, come si deve nel mercato di rattoppo, e a tutta sostanza. E ha piazzato in giro con diverse formule Calafiori, Villar e Borja Mayoral alleggerendo rosa e monte stipendi. Tra l'altro quando ha presentato Maitland-Niles ha scelto di non parlare dando appuntamento alla fine del mercato.

Giusto ed elegante, considerando che il palcoscenico era per il nuovo acquisto. Ricordo conferenze stampa in cui il ds ha parlato per tre quarti d'ora (e qui c'era anche Sabatini...) con il calciatore nuovo arrivato a fare da comparsa. Eppoi, pure questa storia che ogni acquisto o cessione è roba di Mourinho, presente ovunque come lo Spirito Santo. Scherzi a parte: logico che Mou ci metta del suo, considerandone la statura, ma da qui a non riconoscere i meriti a Pinto, beh, ce ne passa no?