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13.10 A rendere ancora più chiaro l'indirizzo del Governo in materia di stadi è stato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervenuto alla festa de Il Fatto Quotidiano: "Per quanto mi riguarda, la presenza allo stadio così come a manifestazione dove l'assembramento è inevitabile, non solo sugli spalti ma anche in fase di entrata e uscita, non è assolutamente opportuna".


11.15 Nonostante il mondo del calcio spinga da più parti per una riapertura parziale degli stadi in vista della ripresa del campionato, dalla comunità scientifica arrivano ancora segnali all'insegna della massima prudenza. Con la riapertura in sicurezza delle scuole, che ad oggi rappresenta la vera priorità delle autorità politiche e sanitarie, almeno per il momento non sussisterebbero ancora le condizioni per venire incontro alle richieste soprattutto dei club di Serie A, come conferma a Il Corriere della Sera il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Maurizio Brusaferro.
STOP ALLA JUVE - "I raduni di massa sono considerati al mondo come il massimo livello di rischio che non è legato solo all’evento. Ci sono una serie di problemi nel gestire l’ingresso e l’uscita delle persone. Il Comitato tecnico-scientifico ritiene che allo stato attuale non ci siano le premesse per eventi con spettatori e la preoccupazione è anche quella di non sovraccaricare il sistema di altri fattori di rischio". Parole piuttosto chiare, che pongono il freno anche alle ambizioni della Juventus che, dopo un confronto che proseguiva da diverse settimane, aveva ricevuto parere positivo dalla Regione Piemonte circa il protocollo di sicurezza per riaprire i battenti dello Stadium.

E IN LOMBARDIA? - In attesa che il parere del Cts venga ufficializzato e messo nero su bianco con tanto di motivazioni, secondo quanto viene riportato da Tuttosport, il club bianconero non è comunque intenzionato ad arrendersi e sarebbe pronto a risottoporre la richiesta per la partita contro il Napoli del prossimo 4 ottobre. Il caso della Juve non resterebbe isolato comunque, visto che anche Attilio Fontana si era mosso in prima persona col Governo per chiedere e ottenere l'accesso contingentato dei tifosi negli stadi della Regione Lombardia.