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L’aveva immaginata diversamente Iervolino la sua prima partita all’Arechi da presidente, proprio contro la Lazio dell’ex proprietario Lotito. La sua Salernitana è in totale emergenza a causa del covid (mancano, fra gli altri, Gagliolo, Gyomber, Ribery, Coulibaly, Kastanos, Simy e Djuric, Colantuono è costretto a far esordire il 2002 Motoc in difesa), ma quella che si scende in campo a Salerno è una grande Lazio. I biancocelesti nascondono il pallone ai granata per 90 minuti, aprono e chiudono la partita nei primi 10 e dilagano nella ripresa. Decidono una doppietta di Immobile, che supera Vlahovic in testa alla classifica marcatori, e un gol di Lazzari. Sarri perde Cataldi per squalifica e Pedro per infortunio, ma ritrova un gioco che inizia ad assomigliare a quello con cui aveva incantato e sorpreso tutta Italia.

PRIMO TEMPO – La prima metà di gara è letteralmente a senso unico. La Lazio prende subito il comando delle operazioni e in 10 minuti apre e chiude il discorso. Al 7’ arriva il vantaggio biancoceleste: Milinkovic si butta in profondità come suo solito per fare da sponda. Questa volta, però, si inventa una magia: con uno scorpione, senza guardare, serve Immobile, che arriva da centro area, calcia al volo e batte Belec. Per il serbo è l’ottavo assist in campionato. Tre minuti dopo, il bomber della Lazio fa doppietta, questa volta a porta vuota, servito da Pedro, smarcatosi sempre sula destra. Poi la Lazio consolida il possesso palla, nascondendo il pallone alla Salernitana che, le rarissime volte in cui riesce a recuperarlo, stenta a superare la metà campo palla al piede. L’unica occasione dei successivi 35 minuti la ha ancora Ciro Immobile che gira di testa una punizione di Zaccagni: il pallone sbatte sulla traversa, rimbalza sulla linea di porta ma non entra. Le uniche due notizie negative per Sarri sono il giallo per Cataldi, che era diffidato e salterà l’Atalanta, e l’infortunio al polpaccio di Pedro (al suo posto dentro Felipe Anderson).

SECONDO TEMPO – La Salernitana entra in campo con un piglio diverso e calcia subito due volte verso la porta – cosa che non era mai riuscita a fare nei primi 45’ – ma senza pericolosità, prima con Bonazzoli, poi con Gondo. La prima occasione per la Lazio arriva al 55’, con un colpo di testa di Zaccagni parato da Belec. Al 63’ arriva un’altra brutta notizia per la Salernitana, che perde anche Ranieri per la sfida contro il Napoli di settimana prossima: il terzino scuola Fiorentina viene ammonito ed era diffidato. Dopo 20 minuti di nulla cosmico, la Lazio chiude la partita. Felipe Anderson vede un inserimento ‘alla Lazzari’ di Lazzari e lo serve con un filtrante perfetto. La difesa granata è scopertissima e il terzino ex Spal si ritrova a tu per tu con Belec, che batte con un tiro rasoterra. Al 76’ arriva il secondo esordio di giornata per i granata: entra il 2003 Mario Perrone al posto di Ranieri. All’85’ Immobile sfiora ancora la tripletta, ancora di testa: questa volta è una grande parata di Belec a negargliela. L’unica gioia per il neopresidente Iervolino arriva all’88’ quando, dagli spalti semivuoti dell’Arechi (orfano anche della curva, rimasta a casa in protesta copntro le misure adottate dal governo) si alza un coro in suo onore. Finisce 3-0. La Lazio supera momentaneamente Roma e Fiorentina e si proietta al sesto posto in piena zona Europa. La Salernitana resta ultima a 11 punti, ma con tanta speranza per un futuro più roseo.