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Clima surreale nella sfida tra Legnago e Seregno, che da semplice partita di Serie C si è trasformata in un'assurda battaglia iniziata in campo e proseguita fuori. Il successo della squadra ospite, arrivato nonostante una triplice inferiorità numerica, è maturato in un pomeriggio assurdo, nel quale il calcio è diventato quasi una comparsa tra falli, agonismo e polemiche

LA PARTITA - Il Seregno, partito fortissimo, si è trovato sopra di due gol all'inizio della gara, salvo poi subire la rete del 2-1 a pochi minuti dalla fine del primo tempo. Nella ripresa, poi, è accaduto davvero di tutto: in mezz'ora, infatti, il Seregno si è ritrovato in otto, con le espulsioni per D'Andrea, rosso diretto, Gentile e Cocco, per doppia ammonizione. Situazione incredibile nella quale, però, il Legnago non è comunque riuscito a trovare il pareggio nonostante le numerose occasioni.
L'ACCUSA  - Le polemiche, ad ogni buon modo, non si sono esaurite sul rettangolo verde, perché dal Legnago sono arrivate dichiarazioni forti a fine gara: ''Difficile scrivere di una partita di calcio, quando si è assistito a tutt'altro. A uno spettacolo indegno, per essere precisi. Quello messo in campo - e fuori - da giocatori, tecnici e dirigenti del Seregno, peraltro noti per un reiterato comportamento che poco ha a che fare con lo sport. Urla, tuffi, sceneggiate, provocazioni, intimidazioni ai giudici di gara, perdite di tempo, offese al pubblico, panchina teleguidata dalla tribuna e chi più ne ha, più ne metta. Purtroppo, però, alla fine conta il risultato, e quello dice che il Seregno porta a casa i tre punti, vincendo 2-1 nonostante abbia finito la partita in 8 contro 11''.

LA REPLICA - Il presidente del Seregno, Davide Erba, che ha annunciato di aver rinunciato alla propria carica, ha replicato in conferenza stampa alle accuse, muovendo anche una critica alla Lega Pro e confermando l'intenzione di lasciare il club: ''Non mi riconosco in questo sistema e non posso stare zitto. Per le mie critiche in queste settimane, mi sono stati chiesti 36mila euro di multa, quando il record precedente apparteneva a Claudio Lotito ed era di 30mila euro. Adesso, non essendo più tesserato, potrò continuare a parlare, ma senza più vedermi costretto a mettere mano al portafoglio. In questi pochi mesi in Lega Pro, ho ravvisato tante cose che non vanno in termini di bilancio, come un contratto televisivo che prevede i costi di produzione a carico delle società e con una commissione di 400mila euro. Ho perso il conto dei rigori che non ci hanno fischiato a favore e di quelli che ci hanno fischiato contro. Tra ieri e oggi ho letto alcuni resoconti della gara di Legnago che mi hanno lasciato perplesso. Siamo stati dipinti come attori e ci hanno accusato di picchiare troppo in campo, ma nessuno dei nostri avversari ha riportato infortuni. Poi magari alla fine c’è stata un po’ di lentezza nel riprendere il gioco, ma in otto eravamo comprensibilmente stanchi… Lascio con l’orgoglio del lavoro fatto, in termini di risultati sportivi e di strutture. Ringrazio i tanti che mi hanno manifestato affetto, ma ripeto che in questo sistema non mi diverto più e non intendo rimanere. Adesso, da uomo libero, farò le mie valutazioni su come andare a fondo di alcune situazioni che sono emerse''.