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  • Serie C, Rizzo a CM: 'Io nella storia del Messina! Il gol salvezza, le granite con la panna e quella litigata con Diamanti'

    Serie C, Rizzo a CM: 'Io nella storia del Messina! Il gol salvezza, le granite con la panna e quella litigata con Diamanti'

    • Francesco Guerrieri
    La storia di Giuseppe Rizzo sembra una di quelle favole da libro Cuore. Centrocampista 'alla Gattuso', a 16 lascia la sua Messina per andare a giocare. Reggina, Pescara, Perugia, Vicenza, Salernitana, Catania e Triestina in un'altalena continua tra Serie B e C; nella testa però c'era sempre quell'idea fissa di tornare a casa. L'ha fatto a 31 anni con una moglie e due figli. Ma la parte più bella della storia doveva ancora arrivare...

    Torni a Messina e segni il gol salvezza contro il Taranto: una storia che sembra una favola.
    "Non si può spiegare, non saprei come fare. E' un sogno. Da piccolo andavo sempre in curva con mio padre, ho sempre sperato di giocare col Messina. Quel giorno io ero in campo e in curva c'erano mia moglie Erika insieme ai miei due figli Giovanni di 10 anni e Nicolas di 2".

    Quant’è stato importante anche il lavoro del tuo agente per tornare a Messina? 
    "Paolo Paloni per me è come un fratello, ha fatto un lavoro enorme. Ero pronto anche a rimanere a Pescara, ma quando sono subentrati alcuni problemi con Auteri si sono presentate diverse soluzioni. Io avevo in testa solo il Messina, e alla fine ce l'abbiamo fatta".

    Quando a 16 anni hai lasciato casa ti saresti mai immaginato una cosa del genere? 
    "Prima o poi pensavo di tornare, ma non di segnare quel gol salvezza. Quando ne parlo ho ancora i brividi".

    Sei diventato un idolo della città.
    "Quando cammino per strada c'è chi mi ferma, succede anche con i bambini. Alcune volte vado a prendere mio figlio e capita che i suoi amici si mettano tutti intorno alla macchina. Penso che rimarrò sempre nella storia".
     
    Cosa ti è mancato di più in questi anni? 
    "Ho giocato in tanti posti, ma Messina è casa. Mi mancavano gli amici, la famiglia, il mare e le granite. Mandorla o cioccolato con la palla sopra, ci faccio anche colazione".

    Hai qualche rimpianto negli anni passati lontano da Messina? 
    "Il mio carattere ha frenato la mia carriera. Sono una persona sanguigna che dice le cose in faccia, non mi nascondo. Anche in campo, in ogni partita litigo sempre con qualcuno".

    Raccontaci una litigata.
    "In Serie A, con Diamanti in un Pescara-Bologna in cui abbiam perso. Io ho fatto una scivolata e lui si è arrabbiato, poi è arrivato Zauri a difendermi. Ma è successo anche con El Shaarawy quando giocava nel Padova".

    Sei mai stato vicino ad altri club in Serie A?
    "Quando ero alla Reggina, prima di andare al Pescara, era fatta col Genoa. Avevo già firmato il contratto, poi sono sceso dalla sede ed è saltato tutto. Ancora non ho capito il motivo. Ma sono stato a un passo anche dal Cagliari: a casa ho anche la maglia rossoblù con il mio, alla fine però saltò tutto. Mi aveva cercato anche la Sampdoria, ma la Reggina voleva 4 milioni".

    Era dal 31 ottobre 2020 con la maglia della Triestina che non segnavi. 
    "Era da un po' che tutti mi chiedevano un gol, io rispondevo sempre che sarebbe arrivato al momento giusto. E così è stato. Prima della gara col Taranto alcuni compagni mi avevano detto che avrei segnato, quando il pallone è entrato non ci volevo credere. Appena preso il telefono avevo così tanti messaggi che mi si era impallato Whatsapp".

    'Io sono messinese e ho un motivo in più per poter salvare la mia città' avevi detto prima dello scontro diretto con il Latina. Come hai caricato la squadra? 
    "C'era poco da caricare, tutti sapevano che dovevamo solo vincere. Lì ho motivati giorno per giorno, i tre punti erano l'unico obiettivo".

    Ma è vero che ti chiamano il ‘Gattuso dello Stretto’?
    "E' un soprannome che mi hanno dato a Reggio, ai tempi ero simile a lui come tipo di giocatore".

    27/1/2003: ci racconti il tuo debutto in A?
    "La partita non andò benissimo, perché il Pescara prese sei gol dalla Sampdoria quattro dei quali da Icardi. Per me però è stato un sogno, un'emozione bellissima. Posso dire di aver realizzato tutti i sogni da bambino: l'esordio in Serie A, giocare col Messina e indossare la maglia della Nazionale; ho fatto 3/4 presenze nell'Under 21 di Ferrara".

    Dove ti vedi tra un anno?
    "Sono in scadenza di contratto col Messina e sto aspettando una risposta dal presidente. Finché posso do la priorità a loro, altrimenti valuterò altre ipotesi".

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