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Comunque vada, sarà una beffa. Per il Milan, se perdesse uno scudetto che sicuramente merita. Ma anche per l’Inter e i suoi tifosi che uscendo da San Siro, invece di festeggiare la seconda stella, incrocerebbero le bandiere rossonere. A un’ora e mezzo dalla fine del campionato, senza tempi supplementari, rigori, e tantomeno spareggio, ognuno fa i propri scongiuri aggrappandosi ai tanti precedenti favorevoli o contrari, secondo i rispettivi punti di vista. Con il senno di prima, e non di poi, si possono però anticipare alcune considerazioni in base al diverso finale rossonerazzurro, partendo da un dato indiscutibile.

L’estate scorsa nessuno, ma proprio nessuno, poteva immaginare che il Milan sarebbe arrivato alla penultima giornata di campionato in testa da solo, con due punti e mezzo più dell’Inter, per il vantaggio degli scontri diretti. E’ anche vero, però, che nessuno poteva immaginare che la squadra di Inzaghi, avanti di un gol e nel gioco a 20’ dalla fine nel derby di ritorno, si facesse ribaltare nel punteggio, perdendo 2-1 per colpa della doppietta di Giroud. Da qui bisogna inevitabilmente ripartire, perché con largo anticipo sulla paperissima di Radu a Bologna, proprio quel giorno l’Inter ha incominciato a scucirsi lo scudetto dalle maglie, offrendolo involontariamente al Milan.
E’ vero che il tecnico nerazzurro si è confermato il re di coppe, strappando prima la Supercoppa italiana e poi la coppa Italia alla Juventus, ma se lo scudetto finisse al Milan, al di là del fascino del “tripletino”, questi due trofei avrebbero soltanto il sapore dolceamaro della consolazione, che in realtà consola relativamente. Piuttosto che niente, meglio piuttosto cioè. Se però non ci sono stati caroselli di auto con le bandiere nerazzurre dopo le due coppe vinte, mentre ce ne sarebbero moltissime in caso di conquista dello scudetto, un motivo c’è e non si può negare. I tifosi dell’Inter, ma anche quelli di qualsiasi altra squadra, rinuncerebbero volentieri alle due coppe italiane pur di vincere lo scudetto, specialmente se strappato ai rivali cittadini. E siccome l’Inter è sempre stata considerata da tutti più forte e più completa del Milan, con il vantaggio e l’esperienza regalati dallo scudetto sulle maglie, il fatto di non riuscire a centrare il bis è una sconfitta, testimoniata dalla retromarcia in classifica rispetto a un anno fa, quando diventò campione d’Italia con quattro gare d’anticipo.

Dieci punti in meno al confronto della stessa giornata di allora sono tanti, anzi troppi, malgrado le partenze di Conte, Hakimi e Lukaku. Ammesso che l’Inter si sia indebolita, se avesse avuto soltanto cinque punti in meno rispetto al campionato scorso oggi sarebbe a più tre sul Milan e contro la Sampdoria potrebbe accontentarsi di quel pareggio, che invece basterebbe ai rossoneri per festeggiare a Reggio Emilia. Il fallimento riguarda altre squadre, questo è evidente, ma se non si realizzasse il tripletino rimarrebbe l’amarezza di una grande occasione persa, con un regalo offerto al Milan, felice di riceverlo con pieno merito. E così si torna al punto di partenza, perché alla fine festeggerà soltanto una squadra. Mentre all’altra rimarrà la beffa, prima ancora del danno.