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Nel Toro è già tempo di rimpasti, di nuove coalizioni da creare. E così Giampiero Ventura, in attesa dell'attaccante (e del mediano) richiesto per completare la rosa, ha deciso di traslocare Alessandro Sgrigna dalla sinistra al centro dello schieramento offensivo. Una mossa a sorpresa che modifica gli equilibri dell'attacco e forse cambierà alcune carte sul tavolo del mercato, realizzata proprio dall'allenatore che si era speso pubblicamente e privatamente per confermare ancora Sgrigna sulla fascia. Il giocatore, in verità, pur non volendo ripetere le sofferenze della scorsa stagione, fin dall'inizio del ritiro si è messo a disposizione per dare sostanza al nuovo 4-2-4. L'ingaggio di Guberti e il rendimento altalenante di Sgrigna, evidentemente, hanno modificato i piani di battaglia del Toro e il pensiero del tecnico. Potendo contare su Guberti (e Verdi) a sinistra con Stevanovic (e Oduamadi) a destra, Ventura ha accentrato l'ex vicentino e ieri pomeriggio l'ha testato a lungo in coppia con Ebagua e in alternanza con il tandem Bianchi-Antenucci.

Sul campo di Auronzo di Cadore, scelto per poter provare all'asciutto schemi e movimenti, Sgrigna è tornato a fare la seconda punta. L'esperimento proseguirà anche oggi a Sappada (ore 17,30) nell'amichevole contro il Taranto (Lega Pro Prima Divisione), per verificare se la posizione di Sgrigna è adottabile per il futuro oppure se si dovranno trovare nuove soluzioni. Anche perché il reparto offensivo appare ancora come un cantiere aperto tra mercato ed esami in corso. Il nodo Bianchi, resta o non resta, sta condizionando i lavori. Il capitano è sempre l'idolo dei tifosi ed è amato dai compagni (non solo perché ha offerto cena domenica sera per compattare il gruppo), ma la società l'ha lasciato sul mercato (su di lui ci sono sempre Atalanta, Siena, Fiorentina) e la telenovela rischia di durare fino al 31 agosto. Una situazione che non aiuta nessuno, visto che Bianchi è un valore aggiunto difficile da rimpiazzare e finora chi può sostituirlo non si è ancora visto.

Osarimen Giulio Ebagua, preso in comproprietà dal Varese, è rimasto ai box all'inizio per un affaticamento muscolare e deve ancora trovare la propria identità dentro il Toro. Più passa il tempo e più cresce il rischio che Ebagua diventi una seconda scelta: un pericolo che non corre Mirco Antenucci, autentico punto di riferimento granata. Per i movimenti, la tecnica e la voglia di fare, l'attaccante è l'uomo delle certezze per Ventura. Quelle che dovrà offrire Sgrigna nel suo antico ruolo: dopo tanti mugugni per le funzioni da esterno, ora può tornare ad essere protagonista al centro della manovra. E' la sua ultima chance: sprecarla sarebbe un errore imperdonabile e potrebbe allontanarlo dal progetto di Ventura, con il rischio di essere ceduto dopo una sola annata travagliata.