20
Andriy Shevchenko, commissario tecnico dell’Ucraina, ex attaccante del Milan, parla a la Gazzetta dello Sport, commentando così l’emergenza mondiale dovuta al coronavirus: “Io sto molto attento. Vado a giocare a golf, mi alleno in palestra, ma evito i contatti il più possibile. Si tratta di preservare la salute di tutti. La salute del mondo. Se ho paura? Non bisogna ragionare con la paura. Bisogna guardare avanti. Ho un amico in Lombardia che è stato malato, adesso comincia a respirare da solo, ma è stata dura. Acqua calda, tazze di tè, ha perso tanti chili, ma ne sta uscendo. Io riparto da qui”. 

SULL’EUROPEO - “Mi pare una decisione corretta. Il calcio è una festa per le persone, ma se le persone non ci sono, o hanno paura, che festa è? La Uefa ha scelto la soluzione migliore per tutelare la salute dei giocatori e dei tifosi, e lo spettacolo. Il calcio esiste in quanto sport che attira persone, si fa fatica a viverlo a distanza”.

SULL’ITALIA - “Il governo si è mosso bene. Poi qualcuno parlerà di ritardi o altro, ma mi sembra che ci sia stata una presa di coscienza positiva. I giovani sono giovani. Magari non avevano capito bene la gravità della situazione. Bisogna avere la forza di chiudersi, in alcuni momenti è essenziale, come comunità e come individui. L’Italia è un paese allegro, la gente è abituata ad uscire, a interagire. Ha avuto bisogno di tempo per comprendere. Mi pare però che le scelte siano state fatte nei momenti giusti e che le persone si siano adeguate. Ma come vedete il modello italiano adesso è seguito da tutti. State in casa se potete. E anche se non potete. Provateci. Si possono fare tante cose”. 
SU CHI E’ A MILANO - “Cosa mi raccontano Tassotti e Maldera (che fanno parte del suo staff, ndr)? Più che altro bisognerebbe parlare di quello che chiedo io, che sono molto ansioso per la loro situazione. In sintesi: state a casa, state a casa, state a casa. I miei ex compagni? Li sento spesso. Paolo Maldini, Pirlo, Costacurta. E Bobo Vieri, quante cose divertenti fa. Lo seguo anche su Instagram, è un vulcano di iniziative. Milano è sempre nel mio cuore, come i miei amici”.

SU MILANO - “Milano ha un cuore grande e anche grandi competenze ospedaliere. Lo so per esperienza: i medici e gli infermieri sono bravissimi, competenti e grandi lavoratori. Ce la faranno anche se si trovano in difficoltà. Ce la farà l’Italia. Io amo tanto l’Italia, è il mio secondo paese, non la divido fra milanisti interisti e juventini, così come non divido Milano fra chi tifa rossonero o nerazzurro, e non soltanto perché tutti a Milano mi hanno sempre trattato con simpatia. Amo Milano, amo l’Italia, non ho dubbi che il peggio passerà. L’Italia ha soltanto pagato lo scotto di essere il primo paese europeo ad affrontare l’emergenza”. 

SULLE PARTITE DA GUARDARE - “A caldo è facile rispondere: la finale di Old Trafford, Champions League, Milan-Juve. Ma anche la finale del Mondiale 2006, o per i milanesi chiusi in casa tanti derby. Sempre con l’idea che ce ne saranno ancora di migliori. Perchè l’Italia è forte nelle difficoltà, e Milano è cocciuta oltre ad essere bella”