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Intervistato da Fabio Fazio a "Che tempo che fa" su Rai 3, Andriy Shevchenko si è raccontato a 360° gradi in occasione dell'uscita della sua autobiografia. Queste alcune dichiarazioni dell’ex attaccante ”Al Milan i ritmi non erano diversi dall’Ucraina. Il modo di allenarsi sì, c’era più tattica. Le partite si giocano ad un’intensità più alta. La prima parola che mi ha insegnato Billy in milanese è stata "Bauscia", la uso ancora oggi (ride, ndr). Costacurta si è preso cura di me: uscivamo sempre a cena insieme e mi accompagnava in macchina. Galliani? L’unica foto che ho messo nel libro è una con Adriano. Ha creduto in me sin dall'inizio, con Braida, da quel freddo di Kiev... È stata una decisione importante per la società, hanno creduto in me e ho vinto un Pallone d'Oro... devo dire grazie a loro".

MILAN - "Non è una squadra, è una famiglia. Quando arrivi a Milanello ti trattano come una persona di famiglia. Allenare il Milan? Un sogno".

CHAMPIONS - “Ancelotti mi chiese di calciare per primo, ma andai per ultimo. Mentre mi avvicinavo al dischetto, mi stava passando davanti tutta la vita. Quello che è successo dopo è storia".