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Finalmente ci siamo. Domani sera torna il calcio e pazienza se non sarà calcio vero, con il pubblico sulle tribune. Si riparte dalla Coppa Italia ed è giusto così, perché si giocano due sfide con eliminazione diretta e soprattutto perché mercoledì prossimo si assegnerà il primo titolo della stagione. Una certezza doppiamente importante, perché nel malaugurato caso di una interruzione del campionato, non si correrebbe il rischio di rimandare a chissà quando la finale di Coppa Italia.

E allora niente alibi per nessuno, perché tutti partiranno alla pari e l’anticipo di 24 ore, rispetto al calendario iniziale, permetterà a Napoli o Inter che scenderanno in campo la sera dopo Juventus e Milan, di avere tre giorni e non due per prepararsi alla finale. Tra l’altro si potrà vedere tutto in diretta tv, grazie al fatto che le tre partite saranno trasmesse in chiaro sui canali Rai, il modo migliore per riprendere a tifare, sia pure a distanza anche in questo caso, per le proprie squadre. Si è parlato tanto dei ritmi da mondiali, quando si gioca ogni tre-quattro giorni e quindi semifinali e finale così ravvicinate offriranno ulteriori emozioni. Poi, tra domani sera e mercoledì’ prossimo, sapremo chi avrà vinto e di conseguenza chi avrà perso, a maggior ragione se non arriverà nemmeno in finale. 

Le gare d’andata di quattro mesi fa (!), lasciano un teorico vantaggio alla Juventus e al Napoli, non perché giocheranno in casa, visto che il pubblico non potrà influire, ma perché la squadra di Sarri ha pareggiato 1-1 in casa del Milan, mentre quella di Gattuso ha addirittura vinto 1-0 in casa dell’Inter. Pensando alla differenza di valori e all’assenza degli squalificati Ibrahimovic, Hernandez e Castillejo, è scontato immaginare che la Juventus arrivi in finale, ma se così non fosse Sarri sarebbe il bocciato più illustre. In questo inedito rischiatutto è lui, infatti, tra i quattro tecnici semifinalisti, quello che rischia di più, perché la Juventus già al comando in campionato e più forte di Milan, Napoli e Inter non può fallire il traguardo della finale.
Proprio ripensando ai valori emersi in questa stagione, anche Conte rischia molto, sicuramente più di Gattuso, perché dopo essere stato eliminato dalla Champions il tecnico nerazzurro darebbe addio a un altro trofeo. E’ vero che Gattuso parte in vantaggio, grazie al gol di Fabian Ruiz a San Siro, ma in gennaio l’Inter aveva stravinto 3-1 sul campo del Napoli e quindi conoscendo la fama di vittoria di Conte non sarebbe sufficiente per lui puntare soltanto allo scudetto, trascurando la Coppa Italia. 
Visto che ha già mezzo piede in finale, Gattuso non potrebbe accettare un’eliminazione in casa, sia pure senza pubblico, anche perché il suo Napoli è la squadra che più delle altre può e deve puntare sulla Coppa Italia, non avendo altri obiettivi. E tra l’altro vincere il trofeo sarebbe la garanzia anticipata di tornare almeno in Europa il prossimo anno.

Infine c’è il povero Diavolo di Pioli, che tra tutti è quello che rischia di meno perché in fondo sa già di avere perso la panchina del Milan. L’alibi forte delle assenze e l’oggettiva difficoltà di vincere sul campo della Juventus, o almeno di pareggiare con più di un gol, mette al riparo Pioli da qualsiasi critica. Nel suo caso l’unico vero rischio lo corre Gazidis, se Pioli riuscisse a vincere la Coppa Italia, perché a quel punto sarebbe ancora più difficile giustificare il suo esonero, per puntare su Rangnick. Per la serie “c’è chi rischia perdendo”, come Sarri, Conte e Gattuso nell’ordine, ma anche “chi rischia vincendo”, come Gazidis appunto.