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Era il 7 aprile, 83 giorni fa. E il Ministro dell'Interno Angelino Alfano presentava i risultati della task force parlamentare sulla sicurezza negli stadi. Oggi di quel documento è rimasto solo il titolo: "Nuove misure per la sicurezza e la partecipazione alle manifestazioni sportive". Il calcio italiano, secondo quanto ricordato dal Corriere dello Sport, non ha fatto granchè. Non sono stati implementati i microsettori nelle curve, nè la vendita dei miglietti attraverso le applicazioni mobile. Nè, però, è stata irrigidita la pena per quei cosiddetti "crimini da stadio". Tutto fermo e il Ministero, per ora, non intende fare alcuna imposizione come avvenne nel 2007. Il calcio deve dimostrarsi maturo e capace di badare a sè stesso, se questo non accadrà allora, così come per la morte dell'ispettore Raciti, la mano pesante del governo si abbatterà nuovamente sul movimento calcistico italiano.