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È difficile commentare una sconfitta quando è palesemente immeritata. Lo è ancora di più se per la quarta volta nelle ultime quattro partite la Robur esce dal campo con un risultato che non rispecchia assolutamente quello che invece per i novanta e più minuti di gioco si è visto nel rettangolo verde. Purtroppo però lo sport, e in particolare il calcio, è così. Adesso non serve a nulla recriminare, pensare alle occasioni sbagliate, agli indubbi torti arbitrali (seppur clamorosi come quello di Bologna), e a quello che poteva essere e non è stato. La classifica sarebbe stata migliore, così come migliore sarebbe stato l'approccio alla partita di sabato, che adesso diventa uno spartiacque da non fallire.

Nulla è perduto, anzi. Il Siena è una squadra costruita per lottare fino alla fine per non retrocedere, ed è quello che sta facendo con grinta ed orgoglio dalla prima giornata. Serve più cattiveria, più cinismo: in poche parole serve essere capaci di vincere pur giocando male. La sorte non potrà essere certo sempre così fatalmente avversa come nelle ultime due partite, nelle quali due pareggi sarebbero stati quasi stretti. Però, la stessa fortuna va incentivata. Sabato contro una squadra imprevedibile, e per questo ancora più pericolosa, servirà un Siena concentrato, cattivo; magari meno bello, ma più concreto.

Un altro passo falso sarebbe davvero letale per il morale, visto che dopo sette giorni la Robur sarà ospite del Milan, pericoloso intermezzo che separa la squadra dal derby. Ma adesso la mente non può andare così lontano: l'obiettivo deve chiamarsi solo Genoa. La 'banda' Sannino ha già dimostrato che ha le forze e lo spirito per giocarsela ovunque e contro chiunque. Dopo prestazioni del genere è difficile parlare di cosa non è andato: la sensazione è però quella che magari qualche piccola correzione (senza nessuna bocciatura) nell'undici iniziale potrebbe dare quella nuova linfa che in questo momento serve al Siena.