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Marco Silvestri, portiere del Verona, finito nel mirino dell'Inter, si racconta in una lunga intervista a Sportweek, inserto settimanale de la Gazzetta dello Sport: "Il rigore a Ibra? Io gli dico 'L'ultimo lo hai aperto sbagliato, no?'. In gergo, aperto significa che il rigore è stato tirato col piattone, alla destra del portiere. In Europa League aveva calciato in questo modo e aveva fallito. Allora ho pensato: provo a distrarlo, a disturbarlo. Se gli faccio credere che mi aspetto quel tipo di tiro, potrebbe decidere di battere al solito modo, forte e basso, a incrociare, così ho più possibilità di prenderglielo". 

I RIGORI AL LEEDS - "Mi avvicinai a un paio di avversari: 'Non stare a perdere tempo, tanto lo sbagli'. A uno glielo presi, l'altro mi fece gol. Comunque passammo noi lo stesso: quella sera ne parai tre su cinque". 

DUDEK - "Me la ricordo belle quella finale. Sono cresciuto in una famiglia di milanisti dal primo all'ultimo e da piccolo simpatizzavo per i rossoneri. Dudek mi diede molto fastidio perché a ogni tiro veniva molto, molto avanti, e già allora il portiere doveva stare fermo sulla linea. Se io lo farei? Dipende. Conta molto chi hai davanti".
LA CARRIERA - "Senza dubbio sono riuscito a dimostrare, anche a me stesso, che posso stare in Serie A. Ma non è un punto di arrivo. E il fatto di non essere stato richiamato in Nazionale dopo la convocazione a ottobre, mi spinge a dare ancora di più. Portiere? Io ho sangue di attaccante. Nell'area di rigore avversaria sono devastante. Vedrai che prima o poi faccio gol". 

I GIOVANI - "Juric mi piace perché non guarda la carta d'identità: se uno merita di giocare, non ha paura a metterlo in campo. Con me nessuno lo ha mai fatto. A 18 anni, a Modena, esordii in Coppa Italia, facendo molto bene, eppure la domenica dopo, alla prima di campionato, l'allenatore fece esordire un portiere neanche tanto più vecchio di me, arrivato tre giorni prima. Il coraggio di Juric appartiene a pochi". 

GLI IDOLI - "Da piccolo mi piacevano Dida e Buffon. Per me, Dida era un fenomeno. L'ho incontrato di persona proprio nell'ultima partita contro il Milan. Mi ha fatto i complimenti, ed è stata un'emozione forte. Adesso per capacità ed è età il migliore è Donnarumma. Ci siamo conosciuti in Nazionale, ora ci sentiamo spesso. Poi dico Neuer, che sembrava in calo ed è tornato grandissimo, e Alisson".