99
Diego Pablo Simeone lo ha fatto ancora e 7 anni dopo è tornato alla vittoria della Liga in uno dei campionati più combattuti e belli degli ultimi anni. Tanta tensione, tanti colpi di scena, una corsa a 4 con Barcellona, Siviglia e Real Madrid trasformatasi poi a due nell'ultima giornata che ha poi consegnato il titolo ai Colchoneros. E se per Luis Suarez, decisivo per il trionfo finale, questa vittoria è stata una rivincita contro tutti quelli che gli avevano dato virtualmente del giocatore finito, anche per l'allenatore argentino questo titolo, vale molto di più del trofeo di Campione di Spagna.

CHOLISMO EVOLUTO - Al termine della passata stagione, con l'Atletico uscito ai quarti di finale di Champions League e terzo in campionato a -17 dal Real Madrid in tanti davano per finito il ciclo che durava dal 2011 di Simeone sulla panchina rojiblanca. I titoli sulla fine del "Cholismo" si sprecavano, ma è proprio da lì che è nato il "Cholismo Evoluto" di questa stagione. Alcuni dei dettami tattici che hanno condizionato gli 11 anni sulla panchina dell'Atletico sono infatti stati messi da parte pur di valorizzare l'organico a disposizione. E tanto di questa evoluzione è legata alla presenza di Suarez messo lentamente in condizione di far male anche a discapito del talento di Joao Felix. Non è stato un percorso netto, ma è stata, nel pieno del mantra dell'allenatore argentino, "un'altra forma di allenare la vita, partita dopo partita". 
COME CONTE, L'ALTERNATIVA AL "BEL GIOCO" - Che Simeone e il suo gioco non piacciano a tutti è nel gioco delle parti che è anche il sale del calcio eppure la vittoria di questa Liga da parte di Simeone, così come la vittoria dello scudetto dell'Inter di Conte, mostra come ai cultori assoluti e agli estremisti del "bel gioco" e della costruzione dal basso ci sia un'alternativa e che questa alternativa sia altrettanto vincente. Simeone quest'anno ha infatti saputo alternare la difesa a 3 a quella a 4, rendendo molto più fluido sia lo stile di pressing (alto o basso) sia l'uscita di palla dal basso attraverso esterni difensivi che si tramutano in ali e la regia di Koke cresciuta di gara in gara. Cholismo evoluto, Contismo nerazzurro, ma anche il pragmatismo di Massimiliano Allegri che, se tutto si confermerà, il prossimo anno tornerà in sella a una panchina. Il bel gioco non è l'unica via per arrivare alla vittoria. La rincorsa a Guardiola riparte da qui.