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"Velocità al passo: 75 km/h; velocità in corsa: 700 km/h..". Stavo leggendo la scheda tecnica di Goldrake, giusto per stabilire le dovute proporzioni tra lui e i suoi figli. I giocatori del Napoli, ribattezzati così da Spalletti (“figli di Goldrake”), vanno effettivamente fortissimo, non c’è che dire. Ci voleva dunque un alieno per fermarli, o il classico pullman: due nature, una sostanza, è bastato Skriniar il Transformer. A un certo punto della partita, nella ripresa, è sembrato davvero insuperabile, una macchina inventata apposta per gli uno contro uno. Tolta qualche sbavatura, come ad esempio quel pasticcio su Koulibaly del primo tempo, il centrale slovacco ha dimostrato ancora una volta di valere tutti i suoi 25 milioni. In questi ultimi tre giorni si è parlato molto, e molto giustamente di lui: chi lo ha paragonato a Samuel (Cambiasso), chi ha citato numeri importanti, chi ha raccolto un best of dei suoi interventi di sabato. Ora, in vista di Inter-Sampdoria di stasera, mi accodo, provando però a scegliere una prospettiva forse finora trascurata. Va bene, Skriniar è stato mostruoso nell’uno contro uno frontale, ma perché? Qual è stato il dispositivo difensivo che gli ha permesso di affrontare prevalentemente in questo modo i figli di Goldrake? Un banalissimo e puntualissimo metro o due di sicurezza, che potremmo anche definire “distanza di rispetto”.

DISTANZA DI RISPETTO – Ma rispetto per cosa? Per la velocità di Mertens, ad esempio, e ancor più per la velocità d’intesa che lega il belga a Insigne, e questi due ad Hamsik. Se avete tempo per riguardare la partita, fateci caso: ogni volta che i figli di Goldrake avanzavano sulla sinistra a palla scoperta, Skriniar si staccava dalla linea dei difensori, concedendo preventivamente un metro o due a Mertens. L’idea era quella di togliere la profondità immediata al filtrante di Insigne. 






Per conseguenza, Mertens non finiva mai in fuorigioco, tuttavia non poteva nemmeno arrivare primo sul pallone, tagliando alle spalle di Skriniar.  





Da una linea di passaggio diagonale, passiamo a una verticalizzazione pura: dalla connessione Insigne-Mertens veniamo al tracciato Hamsik-Mertens, all’inizio del secondo tempo. Anche qui Skriniar è preventivo al punto giusto: il piccolo centravanti del Napoli potrà raggiungere anche la velocità di padre Goldrake, tanto lo slovacco gli sarà sempre davanti. 





Di nuovo Insigne per Mertens: l’Inter risponde con lo stesso scaglionamento difensivo. Così non penserete a una coincidenza.





Va da sé che scappare dietro in questo modo invita e invoglia il centravanti a venirla a prendere tra le linee, dove si crea lo spazio, per poi girarsi e puntare il difensore di turno. Ecco allora che l’exploit di Skriniar negli uno contro uno di sabato è stato un qualcosa di complementare e soprattutto conseguente al dispositivo strategico che stiamo qui osservando: la prevenzione richiesta da Spalletti agli attacchi in profondità. 





L’unica volta che Mertens è sfuggito a Skriniar è stata quando il centrale nerazzurro non gli ha lasciato la distanza di sicurezza. Voleva che non si girasse, qui, su un passaggio rasoterra di Jorginho. Ma il belga lo ha sorpreso con un guizzo da campione.






Con l’esterno se l’è portata avanti da una parte, mentre sfuggiva a Skriniar dall’altra. Che figlio di Goldrake!






CONTRO LA SAMP – Stasera Skriniar sarà l’ex della partita. E’ merito anche di Giampaolo se oggi Spalletti può schierare un difensore che, stando ancora alle parole del tecnico, “sa fare tante cose diverse”. Non abbiamo parlato ad esempio della qualità che aggiunge lo slovacco al palleggio dell’Inter. E’ grazie al fraseggio insistito sperimentato alla Sampdoria (specialmente tra i due centrali e Torreira) che oggi Skriniar ostenta sicurezza quando riceve il pallone tra i piedi. E’ attraverso di lui che Spalletti può arrivare a vedere quelle uscite in palleggio tanto invidiate al Napoli di Sarri. Ma per meglio scrivere di queste cose servirebbe altro spazio. Mi limito a concludere tornando all’argomento del giorno: guardate un po’ qua sotto Skriniar ai tempi della Samp. Prima differenza: giocava centrale sinistro. La seconda differenza, invece, la lascio trovare a voi (fate attenzione alla linea difensiva.. e all’ex centravanti dell’Udinese..).