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Chris Smalling è l’uomo copertina della Roma di Fonseca. E no, non per le vicende extra campo che lo hanno riguardato in questi ultimi giorni. E’ il suo rendimento, in continua crescita, ad impressionare. Ieri contro l’Inter ha stravinto il duello con l’ex compagno di squadra Lukaku, letteralmente annullato. Anticipi, chiusure precise e puntuali, uno strapotere fisico abbinato a leadership ed esperienza di un ragazzone che ha da poco compiuto 30 anni. Il paragone è azzardato, ma le esaltanti prestazioni di Smalling ricordano da vicino quelle di van Dijk, secondo per pochi voti nella recente votazione per il Pallone d'Oro.

STRATEGIA - In pochi mesi Smalling è già divenuto un elemento centrale nello scacchiere tattico di Fonseca, utile anche nello spogliatoio, per compattare il gruppo. Il classe ’89 è arrivato a fine agosto dal Manchester United in prestito oneroso, senza alcun diritto di riscatto prefissato, ma la Roma non ha dubbi: vuole acquistarlo a titolo definitivo. In tempi brevi, senza rischiare che la valutazione salga ulteriormente o che i Red Devils aumentino le pretese economiche.

IL PREZZO SALE - Solskjaer ieri ha dimostrato pubblica fiducia nel ritorno alla base del centrale: “Tornerà a Manchester in estate? Sì. A volte cambiare ambiente può essere un rischio, ma Chris è il tipo che ama affrontare sfide del genere. E' intelligente e si è adattato in poco tempo allo stile di vita italiano. Sono felice per lui perché sta facendo vedere il giocatore che è”. Dichiarazioni di facciata, che non hanno spaventato Petrachi. Il ds giallorosso da tempo ha allacciato i contatti con lo United per riscattare Smalling. La prima offerta, 12 milioni più di 3 di bonus, non ha però convinto i Red Devils, che ne chiedono almeno 20. La Roma valuta un investimento importante per un giocatore comunque non giovanissimo. A Trigoria filtra ottimismo, ma ogni settimana che passa, con prestazioni di livello sempre più alto, il prezzo sale.