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Chi meglio di Roberto Boninsegna può presentare una partita prestigiosa come Inter-Juventus. Il "Bonimba", soprannome coniato dal grandissimo giornalista Gianni Brera, è stato un centravanti molto prolifico e stimato da tutto l'ambiente calcistico, ha militato sia nell'Inter che nella Juventus, nello specifico: 7 stagioni in nerazzurro (dal 1969 al 1976, 197 presenze 113 reti e uno scudetto) 3 stagioni in bianconero (dal 1976 al 1979, 58 presenze e 22 reti, due scudetti, una Coppa Italia e una Coppa Uefa). L'ex attaccante nato a Mantava ha parlato in esclusiva per la nostra rubrica SOLO INTER presentando il match di sabato pomeriggio, dando un giudizio sulla stagione dei nerazzurri, sul tecnico Andrea Stramaccioni e sul futuro della società di Corso Vittorio Emanuele:

Sabato alle 15 si sfideranno due squadre che hanno rappresentato molto nel suo passato da calciatore, emozioni particolari? "E' una partita particolare per me, si incontrano due grandissime squadre in cui ho giocato e quindi ti ritornano sempre in mente degli episodi di quando giocavo. La Juventus in queste ultime due stagioni si sta dimostrando superiore, però l'Inter è stata l'unica squadra che è andata a Torino ed ha imposto il proprio gioco. Sarà una partita molto aperta e speriamo bella dal punto di vista dello spettacolo".

Inter e Juventus hanno sempre avuto grande rivalità calcistica, ma dopo il 2006 la tensione fra le due società e i tifosi si è acuita ulteriormente. Lei cosa pensa di tutto quello che è stato Calciopoli? "L'Inter è stata penalizzata e questo è fuori di dubbio. C'erano arbitri corrotti che sono stati squalificati, dirigenti federali radiati e chi più ne ha chi ne metta, era calcio sì, ma non era veritiero. C'era addirittura chi forniva gli arbitri di schede svizzere, tutto questo è stato Moggiopoli".

L'Inter trarrà vantaggio dal fatto che la Juventus possa avere la testa proiettata a martedì sera dove affronterà il Bayern Monaco nell'andata dei quarti di Champions League? "Non credo, sono due partite differenti ma importanti e la Juventus dovrà gestire le due gare e sono sicuro che gli uomini di Conte faranno di tutto per vincere o quantomeno pareggiare a Milano. L'Inter deve giocare la partita per vincerla e logicamente perchè le concorrenti per entrare in Champions sono tante e se non ci si mette in riga già contro i bianconeri si rischia di rimanere fuori dall'Europa".

Se la sente di fare un pronostico con marcatori? "Il cuore dice Inter naturalmente e sperando di indovinarci, dico che segnerà Palacio e finirà uno a zero".

Cosa ne pensa di Stramaccioni, lo riconfermerebbe? "Si io lo confermerei perchè lui è quello che ha meno colpe di tutti. E'stato guidato per tutta la campagna acquisti e le scelte in fase di mercato non sono state fatte da lui ma da qualcuno dell'area tecnica che ci ha messo lo zampino. Lo scambio Pazzini-Cassano ha fruttato all'Inter ma non si può rimanere solo con una punta centrale e non è colpa  di Stramaccioni. Poi si è alzato il polverone Sneijder e anche qui credo proprio che non sia farina del suo sacco. Per me meriterebbe la riconferma".

Le continue voci su un ritorno di Mourinho secondo lei non fanno male all'ambiente? "Non fanno nè bene nè male, non servono. L'Inter deve ripartire da delle basi solide che già ha, integrare la rosa con qualche buon giocatore e si può tornare ai vertici, ma non bisogna avere fretta e l'ambiente deve rimanere sereno ed unito".

Ce la farà l'Inter a centrare la qualificazione in Champions League? "Io spero di sì ma già da domenica bisogna iniziare a fare punti, come dicevo prima, le altre squadre non stanno a guardare"

Cosa ne pensa di Balotelli, l'Inter se n'è privata troppo presto? "Per me Balotelli è un buon giocatore che non ha ancora dimostrato nulla e per questa ragione non è ancora il cosiddetto top player. Mi auguro per lui che continui a migliorare, ma attualmente ne ha ancora tanta di strada da fare, sia a livello calcistico che comportamentale". 

Infine un ricordo di Giacinto Facchetti, visto che la sua memoria ogni tanto viene ancora infangata: "Giacinto Facchetti è stata una bandiera storica dell'Inter, una persona seria nonostante dei balordi hanno voluto alterare la sua figura di uomo integro infangando la sua memoria con delle illazioni che non stanno nè in cielo nè in terra. E' stata una grave perdita per la società, per i calciatori e per tutti i tifosi nerazzurri. Lui era un'interista autentico che amava la sua squadra e faceva il suo lavoro in maniera esemplare, un gentiluomo".