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Per la consueta rubrica settimanale SOLO INTER, ha parlato Mauro Milanese che ha vestito la maglia nerazzurra nella stagione 1998-99. L'attuale direttore sportivo del Varese calcio in esclusiva ai microfoni di Calciomercato.com ha parlato dell'attuale Inter di Walter Mazzarri, di Eric Thohir ma soprattutto del presidente Massimo Moratti ringraziandolo per quanto fatto in questi anni e infine di Ronaldo suo compagno ai tempi dell'Inter:

Milanese, che idea si è fatto di questa Inter? "La mia impressione è estremamente positiva, perchè Mazzarri con gli stessi uomini dell'anno scorso e con qualche accorgimento tattico ha dato un'impronta alla squadra e si vede. E' un allenatore che fa la differenza, è molto bravo e l'Inter ha fatto la scelta giusta puntando su di lui che è il vero valore aggiunto ed era uno dei migliori di quelli liberi sulla piazza".

C'è un giocatore che l'ha stupita maggiormente in queste prime sette giornate? "A me è piaciuto molto Campagnaro ma anche Alvarez si sta comportando molto bene, gli altri stanno facendo quello che facevano gli anni scorsi con più spirito di sacrificio, sicurezza, voglia e grinta. Se proprio devo dire un nome dico Campagnaro perchè ha dato sicurezza ad un reparto che l'anno scorso ha subito troppe reti". 

Dove può arrivare questa squadra secondo lei? "Se fossi nella dirigenza dell'Inter cercherei di fissare l'obiettivo di arrivare nelle prime tre, tornare in Champions per poi dalla prossima stagione puntare allo scudetto. No illudere i tifosi è la cosa primaria perchè alle cose ci si arriva gradatamente. All'Inter lo sanno e secondo me hanno imboccato la strada giusta".

E' utopia pensare al terzo posto o senza coppe ce la può fare? "Se l'Inter arriva terza ha fatto più di quanto previsto, perchè la Juventus resta sempre la squadra da battere mentre Roma e Napoli hanno investito molto sul mercato, poi non ci dimentichiamo che ci sono anche Lazio, Milan, Fiorentina. Se quest'anno i nerazzurri non centreranno la Champions non sarà un problema, anche perchè è un anno di ricostruzione, ripeto l'importante è non illudere i tifosi. Quando ci sono dei cambiamenti ci vuole un po' di tempo e ci serve pazienza".

Domenica sera ci sarà Torino-Inter, come finirà? "L'Inter è una squadra molto equilibrata nei reparti quest'anno e penso che pian piano anche gli acquisti fatti renderanno di più, qualche giovane crescerà e si può solo migliorare. Il Torino è una buona squadra e sarà un partita aperta a tre risultati ma naturalmente non mi meraviglierei se vincesse l'Inter"

Cosa ne pensa del fatto Moratti abbia passato la palla a Thohir? "Da una parte c'è una grande nostalgia perchè Moratti vuol dire Inter, però dall'altro lato c'è il buon senso del presidente che ha assicurato il futuro dell'Inter in buone mani. Non penso che Moratti per l'amore che ha in questa squadra la lasci in mano a uno a caso, il tutto è stato ragionato, ha fatto una scelta dolorosa ma inevitabile. Ora il tifoso dell'Inter, magari, si aspetta di sognare in grande come al Psg o al Chelsea dove i loro patron hanno subito fatto investimenti cospicui".

Thohir però non sembra simile allo sceicco del Psg... "Penso che al tifoso dell'Inter non dispiacerebbe giocare con Cavani e Ibra (ndr; ride), abitando e girando a Milano sento queste cose, i tifosi vogliono che l'Inter sia competitiva e sognano dei grandi acquisti, detto questo bisogna anche dire un grande grazie a Moratti per tutto quello che ha fatto anche perchè rimarrà partecipe in questa Inter del futuro seppur con una quota di minoranza. Bisogna ringraziare una persona come Moratti per la passione e i tanti soldi che ha investito nei colori nerazzurri, passione che ha ereditato dal padre. Mi sento in dovere di ribadirlo perchè sento in pochi dire grazie, sembra una cosa normale ma questa è stata una svolta epocale e ringraziare un presidente come Moratti mi sembra più che doveroso".

Lei ha vestito la maglia dell'Inter quando c'era Ronaldo, ha qualche aneddoto particolare da raccontare? "Ce ne sarebbero tanti, chiaramente penso che quando è arrivato lui tutti siamo rimasti stupiti da ciò che faceva vedere in allenamento, cose che nemmeno la domenica metteva in mostra. Lui era felice pensava ad allenarsi e a fare divertire la gente, faceva una fatica matat a fare esercizi troppo fisici (ride;ndr). Lui amava giocare con il pallone e le partitelle dove andava tre volte più veloce di noi e ad un certo punto avevamo raggiunto un accordo di non fargli più falli perchè ci pensavano già gli avversari la domenica (ride; ndr). Il rischio di scontrarsi era molto alto vista la sua velocità e considerato questo patto rimediavamo figure ancora più magre durante le partitelle (ride; ndr). Di solito chi giocava con lui vinceva sempre le partitelle".