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Due anni fa si è ritirato dal calcio giocato, oggi Stefano Sorrentino ha trovato la sua strada: "In questi due anni ho provato a fare un po' di cose - ci ha raccontato nella nostra diretta Twitch - ho preso il patentino da allenatore e da direttore sportivo, poi un giorno il mio procuratore Federico Pastorello mi ha detto di provare a fare l'agente. Ho avuto la fortuna di avere lui come maestro e mi sono convinto di intraprendere questa strada".

Qual è il giocatore che vorrebbe prendere in procura tra quelli all'Europeo?
"Il giocatore per eccellenza sarebbe Lukaku, che è gestito da Federico. A me però piace guardare in casa nostra dove c'è Nicolò Barella che mi fa impazzire. Partita dopo partita migliora sempre di più e ci mette il cuore in tutto quello che fa. Quest'atteggiamento per i suoi compagni di squadra è uno stimolo a superare ogni ostacolo. So che Nicolò ha un bravissimo procuratore, ma a oggi è il giocatore che mi piace più di tutti".

Cosa ruberebbe a Pastorello?
"Lo ringrazio perché mi ha dato la possibilità di collaborare con lui, e non è da tutti. E' come se si vuole iniziare a giocare a calcio e si inizia dalla Serie A. Io sono una spugna, quando ero con lui ho cercato di imparare, ascoltare con umiltà e notare ogni piccolo dettaglio. Federico lavora 365 giorni l'anno h24 e nell'ultimo mercato estivo è stato capace di prendere 5 voli di linea in un solo giorno. Non so come abbia fatto. Però questo fa capire perché è uno degli agenti più importanti".

Cosa le piace di più nella figura del procuratore?
"L'adrenalina che c'è in ogni trattativa. Oltre ad essere il mio procuratore, Federico per me era anche un amico, quando giocavo mi ci confrontavo spesso e ci frequentavamo tanto. Notare il modo in cui impostava e faceva una trattativa mi ha fatto capire quanto sia bello questo mestiere e quando sia bello rimanere in questo mondo". 
Che emozione c'è nel tornare a Palermo in veste di procuratore?
"Io penso che nulla accade per caso. In questi giorni ho avuto appuntamenti per altri giocatori, che ogni tanto mi viene ancora di chiamare compagni, ma la fatalità che il primo per cui ho firmato la procura è stato il portiere del Palermo lo vedo un po' come un passaggio di consegne tra me che sono stato un ex portiere del Palermo e l'attuale".

Ha mai pensato di diventare il primo procuratore di soli portieri?
"Ci ho pensato perché è una cosa che ancora non esiste, ma così facendo avrei rischiato di precludermi troppo il mercato o di andare incontro a conflitti d'interessi. Per questo ho preferito essere un agente normale senza soffermarmi troppo sul ruolo".

Che caratteristiche deve avere un giocatore per entrare nella scuderia di Sorrentino?
"Prima di tutto deve essere un bravo ragazzo, poi cerco sempre di instaurare un rapporto umano. Inoltre cerco giocatori che mi piacciano sul campo, che mi diano emozioni. Tutti i calciatori che vorranno firmare la procura con me saranno coccolati com'è giusto che sia. Magari sbaglio, ma preferisco avere meno giocatori di qualità e non prenderli tanto per come fanno altri che magari quando li chiamano non rispondono perché ne hanno troppi".