Certi ricordi brillano a lungo. La Lazio passeggia sul Novara, ma Silvio Piola e Felice Pulici, impressi sulle maglie, scambiate ad inizio partita, avranno sorriso sotto la cupola azzurra del cielo di Roma. Hanno militato in tutte e due le squadre, leggende di un calcio che è stato, segnali di luce e ricordo a costellare questi ottavi di Coppa Italia. Che Inzaghi prende molto seriamente: pragmatico, per la prima partita del 2019 non vuole sorprese, e i big li fa giocare tutti. Belli i ricordi, meglio un sicuro salvacondotto ai quarti, verso una tra Inter e Benevento. Il ricordo sfuma, appena la partita inizia: la partita sfuma d'interesse, appena la Lazio fa valere tutto il peso delle due categorie di differenza. Quattro reti di vantaggio maturate nel primo tempo, con tanti saluti agli ottavi.

A sinistra Lukaku sprinta che è un piacere, Caicedo con Immobile affinano intesa e ricerca dell'altrui piacere e gol (per arma letale Ciro doppio, il compagno si fa stressare da un po' di errori), Luis Alberto e Milinkovic mettono subito in chiaro che il 2019 dovrà regalare loro qualcosa di meglio, qualcosa di diverso rispetto al finale in chiaroscuro del 2018.

In scuro un Novara che, all'inizio, sembra non voler fare lo sparring partner, addirittura prova a tirare un colpo verso Strakosha, con Schiavi che si divora un'occasione d'oro. Ma è l'unico lampo ospite del primo tempo, poi solo tuoni e fulmini biancocelesti: Luis Alberto sterza e regala il vantaggio ai suoi, Immobile si prodiga in un uno-due letale, prima di rigore, poi di tap-in. Ed è già 3-0: il rigore, ad onor del vero, il portiere degli ospiti Benedettini, uno tra i migliori dei suoi, lo para (poi Immobile si fa spietato e sulla ribattuta non lascia scampo) e si becca i complimenti del rigorista e di Luis Alberto. Li chiude Milinkovic, questi 45 minuti più recupero con tanto di VAR (nulla di fatto, tocco di braccio in area Novara), con un missile su punizione che fa poker servito. 

Ha giocato nelle giovanili della Lazio, Eusepi, che nella ripresa si guadagna il rigore facendo sbattere il pallone sul braccio di Luiz Felipe. Una traiettoria che gli rimarrà impressa in mente a lungo: dagli 11 metri batte Strakosha, e si guadagna un ricordo dorato da coccolare con i nipotini. Gli spazi si allargano, Benedettini si esalta. Memorie da scrivere che condivide con Buzzegoli: fino a pochi giorni fa si allenava con la squadra del suo paese, poi la chiamata e il ritorno a Novara, con tanto di ingresso in campo in uno stadio di Serie A, all'Olimpico di Roma.

Dagli spalti qualche coro censurabile con durezza: pochi li fanno, ma la risonanza rischia di essere massima, in un momenti molto delicato. Il Novara vince un tempo, il secondo, ma tutti i riflettori si puntano, nel finale, su Pedro Neto: il classe 2000 del Braga, millennial tutto doppi-passi e fantasia, costosissimo, fa il suo esordio con la maglia della Lazio. Bimbo de oro di Mendes, un paio di sprint brucianti, sorride Inzaghi, un futuro tutto da scrivere, un altro ricordo in un pomeriggio denso. Brillano, questi ricordi di cui già si sfumano i contorni: tanti gol, un sorriso di Piola; parate da ragno a volontà, e Pulici risponde sorridendo a sua volta. 

IL TABELLINO

Lazio-Novara 4-1 (primo tempo 4-0)


Marcatori: 12' pt Luis Alberto (L), 20', 35' pt Immobile (L), 47' pt Milinkovic (L), 3' st rig. Eusepi (N)

Assist: 12' Immobile (L), 35' pt Lukaku (L)

Lazio (3-5-2): Strakosha; Bastos, Luiz Felipe, Acerbi; Marusic (31' Pedro Neto), Milinkovic, Leiva, Luis Alberto (16' st Berisha), Lukaku (16' st Durmisi); Caicedo, Immobile. All. Inzaghi.

Novara (4-3-1-2): Benedettini; Cinaglia, Chiosa, Bove, Visconti; Sciaudone, Ronaldo (11' st Buzzegoli), Nardi; Schiavi (26' st Mallamo); Manconi (11' st Cattaneo), Eusepi. All. Viali.

Arbitro: Abbattista (sez. Molfetta)