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Consueto appuntamento settimanale con Sos arbitri e con Massimo Chiesa, ex arbitro internazionale e attuale opinionista di Telenova. Ai microfoni di calciomercato.com, Chiesa mette sotto la lente di ingrandimento i tre principali casi da moviola della giornata di Serie A, gli aspetti positivi (ove ci siano), dà i voti agli arbitri del massimo campionato e dice la sua su curiosità e regolamenti del mondo del calcio. E, nel corso della stagione, non mancheranno anche interessanti aneddoti personali o legati alla storia del calcio e degli arbitraggi.
 
I TRE ERRORI PIU' GRAVI DELLA SETTIMANA
 
Iniziamo dagli errori più gravi della 16esima giornata di Serie A. Chi c'è al primo posto?

"L'episodio più grave è in Milan-Roma, arbitro Rocchi: l'intervento di Dodò su Kakà è da rigore, nettissimo. Non capisco come si possa non vedere. E mi ha stupito anche la mancanza di proteste plateali da parte dei rossoneri". 

E il secondo errore più grave della giornata?
"Sempre in Milan-Roma, altro rigore negato, questa volta ai giallorossi, per una evidente trattenuta di Bonera su De Rossi". 

Sul terzo gradino del podio della classifica degli errori di questa settimana quale episodio c'è?
"In Udinese-Torino, arbitro Irrati, è stato negato un rigore ai bianconeri per un fallo di Vives su Di Natale. E poi, a pari merito, in Fiorentina-Bologna (arbitro Russo) c'è Diamanti che avrebbe meritato l'espulsione in due occasioni, ma in entrambe è stato graziato, prima in occasione di un fallo su Joaquin e poi per un fallo su Rossi. 


I VOTI AGLI ARBITRI della 16esima giornata di Serie A

"Catania-Verona: DAMATO 6,5
Chievo-Sampdoria: RIZZOLI 6
Fiorentina-Bologna: RUSSO 5 
Genoa-Atalanta: BANTI 6
Juventus-Sassuolo: BERGONZI 6
Lazio-Livorno: PERUZZO 6 è altalenante 
Milan-Roma: ROCCHI 5,5
Napoli-Inter: TAGLIAVENTO 6 
Parma-Cagliari: TOMMASI 6
Udinese-Torino: IRRATI 5". 


LE CURIOSITA' E GLI ANEDDOTI - LE PROTESTE DELL'INTER, GLI ARBITRI INTERNAZIONALI E L'APPLAUSO DI KAKA' 

Dopo Napoli-Inter, vibranti proteste di Mazzarri e dell'ambiente nerazzurro per alcune decisioni prese da Tagliavento. In particolare, l'Inter si lamenta per un rigore non concesso su Palacio e per l'espulsione di Alvarez.
"Iniziamo col dire che la partita era difficilissima e a me quello che importa di più, nel valutare l'operato di un arbitro, è la sua gestione generale della gara: e quella di Tagliavento in Napoli-Inter è stata sufficiente. Al contrario, ad esempio, al di là degli episodi, è stata insufficiente la gestione della partita Fiorentina-Bologna da parte di Russo. Ma venendo agli episodi di Napoli-Inter, direi che i nerazzurri non hanno ragione a lamentarsi per l'espulsione di Alvarez. E' vero che il primo giallo per l'argentino è stato un po' zelante, ma il secondo è indiscutibile: fallo di mani a interrompere un'azione. A termini di regolamento il cartellino non si può non dare. Al limite, in questo caso, sarebbe da mettere sotto accusa l'ingenuità di Alvarez. L'Inter invece ha ragione a protestare per il rigore non concesso per la trattenuta di Maggio su Palacio. In questo caso a sbagliare, più che Tagliavento, è stato il giudice di porta, Orsato, che non ha segnalato all'arbitro l'episodio. Questo episodio mi dà lo spunto per ribadire il mio scetticismo sul fatto che un arbitro importante e internazionale come Orsato faccia da giudice di porta a un altro internazionale, come Tagliavento. Questi arbitri, a livello Uefa, in realtà sono in competizione... Ora, lungi da me pensare che Orsato (o un qualsiasi arbitro internazionale che fa da spalla, in campionato, a un altro arbitro internazionale) faccia apposta a non segnalare un episodio per 'danneggiare' un suo 'concorrente Uefa'. Ma questo tipo di designazione può comunque dare adito a dietrologie di questo tipo, e quindi la eviterei, mettendo arbitri meno esperti come giudici di porta di gare dirette da internazionali".   

Altre proteste, in Milan-Roma, in occasione dell'ammonizione a Kakà: il brasiliano protesta in modo veemente, grida a muso duro a pochi centimetri di distanza dall'arbitro, lo tocca su un braccio e lo applaude. Se non si fosse chiamato Kakà, sarebbe stato espulso?
"Il nome a volte serve ad evitare un'espulsione... In questo caso, Kakà l'avrebbe meritata".