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Si continua a leggere dei difficili rapporti tra Italia e Unione Europea soprattutto in questo periodo di gravissima crisi per famiglie e imprese.
 
Cerchiamo di capire innanzitutto quali sono le Istituzioni Europee in campo e in grado di intervenire con ingenti risorse?
 
1) la Banca Centrale Europea (BCE) che ha già deliberato interventi massicci senza vincoli ne limiti;
2) la Commissione Europea che si finanzia grazie al versamento dell’1% dell’IVA incassata da tutti gli Stati Membri. Si sta parlando di far emettere alla Commissione obbligazioni per creare un fondo europeo che finanzi la Cassa integrazione e contrasti la disoccupazione. Intanto la Commissione ha sospeso tutti i vincoli del Patto di Stabilità, permettendo così a tutti gli Stati membri di avere deficit pubblici più elevati;
3) la Banca Europea per gli investimenti (BEI) che emette obbligazioni sui mercati internazionali per sostenere i progetti che riguardano le imprese ed in particolare le PMI (piccole medie imprese) dei paesi dell’area.
4) il Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) creato con la crisi del debito greco e rassomigliante molto al Fondo Monetario Internazionale (FMI). Il MES, finanziato dagli Stati dell’area Euro, interviene direttamente, con linee di credito ai paesi che si trovano in difficoltà nel reperire capitali sui mercati finanziari. Il suo intervento è condizionato a vincoli che negli ultimi giorni la Merkel ha confermato di voler alleggerire considerevolmente.
 
Cosa accadrà nei prossimi giorni.
 
Martedì si riuniscono i ministri delle finanze dell’Eurogruppo. L’incontro serve a preparare quello decisivo tra i capi di governo programmato per il 9 aprile ma che in realtà rischia di slittare a dopo Pasqua se martedì non ci sarà accordo.
 
Qual è il tema?
 
Italia, Francia e Spagna chiedono 1000 miliardi. Al momento l’Europa ne ha messi a disposizione 540.
  1. 100 miliardi con il fondo Sure messo a punto a Bruxelles da Paolo Gentiloni per finanziare gli ammortizzatori sociali nazionali. Su questo tutti sono d’accordo.
  2. 200 miliardi dalla BEI (Banca Europea per gli Investimenti) per le imprese. Anche su questo tutti d’accordo.
  3. 240 (50 per l’Italia) miliardi di prestito decennale per la lotta al corona virus attraverso il MES (Meccanismo Europeo di stabilità) ovvero il fondo salva stati. Italia e Francia al momento non accettano malgrado la Merkel abbia posto come unica condizione che il Patto di Stabilità venga rispettato il giorno in cui verrà riattivato. 
Il resto dei soldi dovrebbe arrivare proprio dai Recovery Bond francesi (bond europei a responsabilità congiunta tra tutti i paesi europei), che Roma vorrebbe emettere con maturità a 20 anni, tassi molto bassi e con la capacità di immettere denaro fresco nell’economia già dall’estate.
Germania e Olanda sono contrari a questa misura e rifiutano la proposta.
Intanto la Commissione Ue lavora a un altro tassello: aumentare il bilancio Ue e renderlo capace di andare sui mercati per finanziare un ulteriore Piano Marshall continentale caro a Ursula von der Leyen.
 
La crisi economica necessita quindi da parte dell’Europa interventi ingenti, rapidi, efficaci, utilizzando strumenti diversi dal passato e senza vincoli specifici. Non sembra facile tuttavia riuscire a coniugare tutte queste diverse esigenze in poche settimane se non si utilizzano le istituzioni già esistenti creando anche nuove sinergie tra di loro.
Possiamo davvero fare a meno dell’Europa? Chi comprerebbe il nostro debito pubblico a tassi così bassi come sta facendo la BCE? Possiamo ricevere ulteriori importanti risorse dalle altre Istituzioni europee oggi esistenti senza condizionamenti? Ma con ogni probabilità anche l’Europa ha bisogno dell’Italia e  un segnale incoraggiante sarebbe arrivato nel corso di una telefonata durante la quale i vertici dell’industria tedesca avrebbero chiesto a Merkel di sostenere Italia e Spagna. In caso contrario si azzererebbe un indotto vitale per la Germania.