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Nel 'lamentificio' continuo del calcio italiano, l'atteggiamento di José Mourinho nei confronti degli arbitri e degli avversari piaceva, in Spagna un po' meno, anzi, per niente.

Così, con il Real Madrid a -7 dal Barcellona, è proprio la stampa della capitale ad attaccare Mou, accusato senza mezzi termini di "piangere " e di lamentarsi di tutto e di tutti quando le cose non vanno bene.

"Mourinho rischia di cadere nella caricatura", avverte As, quotidiano notoriamente vicino al Real. "Come succede per i bambini con il bau della strega, a furia di ripetersi Mourinho ha smesso di fare paura a Barcellona per iniziare a essere un personaggio sul quale si fa ironia, una cosa impensabile solo nove mesi fa", scrive As, che aggiunge: "Ci si chiede su che cosa piangerà la prossima volta. Si è già lamentato di giocare prima, e di giocare dopo, delle squadre che giocano contro il Barca, dei centravanti, dei quarti arbitri, dei vantaggi del calendario francese su quello spagnolo, degli insulti dei tifosi rivali, del fatto che i suoi giocatori non sono preparati mentalmente per due partite alla settimana, dell'erba del campo, di Valdano, di non poter allenare il Portogallo a tempo parziale, dei suoi supplenti, del fatto che non gli comprano i giocatori che vuole, del Barça che gioca contro 10 più spesso del Madrid, dei giorni di riposo".

El Pais invece racconta che il delegato della squadra, l'ex giocatore Chendo, non ne può più delle richieste del tecnico di andare a protestare con il quarto arbitro.

'Paese che vai, usanza che trovi', dice il proverbio: in Spagna la lamentela continua, che invece va tanto di moda in Italia, proprio non funziona. Per 'l'attore' Mourinho forse è ora di cambiare copione.