Per precauzione, dopo il problema muscolare riscontrato contro il Pisa, salterà l’amichevole prevista stasera contro lo Zenit. Ma Radja Nainggolan è già al centro del progetto tecnico dell’Inter. Fulcro e motore per la prossima stagione, esplicita richiesta di Luciano Spalletti, il belga è il fiore all’occhiello della campagna acquisti dei nerazzurri. Una nuova esperienza che può e deve essere quella della definitiva crescita, dopo anni in cui la sregolatezza ha spesso offuscato il genio.

SREGOLATO - A Capodanno l’ultimo episodio, in ordine di tempo. Un video che lo riprendeva ubriaco, tra sigarette e bestemmie. A Cagliari, nel 2014, una lite con la moglie Claudia, accompagnata poi al pronto soccorso. Litigi con i tifosi via social e non. In Belgio, nel marzo del 2017, fermato dalla polizia di ritorno da una discoteca alla guida con un tasso alcolico quattro volte oltre il consentito. Alcool, sigarette, eccessi ed estremi che troppo spesso ne hanno minato la credibilità, etichettandolo negativamente. Luciano Spalletti lo conosce bene. Apprezza enormemente il giocatore, ne stima la leadership e la personalità, oltre che qualità e intelligenza nelle giocate. Ma è consapevole degli errori che il belga ha compiuto fuori dal campo. E di quanto questo lo abbia limitato, tarpandogli troppo spesso le ali.

IL MONITO - Ieri sera ai microfoni di Rai Sport gli ha lanciato un messaggio, ribadendo con forza questo concetto: “Nonostante quello che si dice, è una persona molto intelligente: sa benissimo che le forze che ha a disposizione sono contrastanti. L’età gli toglie qualcosa se non mette qualcosa della sua vita personale a posto, ora può fare ragionamenti che gli permetteranno di sfruttare gli ultimi 3-4 anni di carriera, può togliersi molte soddisfazioni perché a titolo personale non ha vinto niente e vuole determinare grandi risultati per la sua squadra. Io me lo aspetto in cima a ogni allenamento a tirare il gruppo, quello che verrà fuori dagli allenamenti farà la differenza in partita. E’ fortissimo, sono felice che giochi nell’Inter come lo sono i tifosi. Il resto verrà strada facendo”. Un tentativo, neanche troppo velato, per spronare e allo stesso tempo responsabilizzare il classe ’88. A 30 anni compiuti, Nainggolan non ha più tempo: per allungarsi la carriera e vincere qualcosa deve abbandonare gli eccessi ed essere guida e esempio per la squadra. Ci riuscirà?