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Si era già capito contro il Bologna, contro il Parma è arrivata la conferma: la personale Via Emilia di Luciano Spalletti consegna una certezza al tecnico dell'Inter, se mai non si fosse ancora capito. Keita Baldé non è e non sarà mai una prima punta, quindi decidere di impiegarlo al posto di Mauro Icardi come terminale offensivo, per esigenza come contro Inzaghi o per scelta come contro D'Aversa, è un depotenziamento per il senegalese ma soprattutto per la squadra.

POSTURA ERRATA E MANCANZA DI CATTIVERIA - Lo si evince dalla postura, errata per quanto concerne la prima punta: ogni qual volta che l'ex Lazio e Monaco prendeva palla con le spalle girate verso la porta, nella situazione in cui di solito l'attaccante si appoggia al difensore e o smista per i compagni o  fa salire la squadra, manifestava palese insofferenza, perdendo spesso il pallone o comunque non riuscendo a gestirlo al meglio. Stessa situazione quando c'era da calciare di prima: la cattiveria e il veleno tipico del centravanti non gli appartengono e non si possono inventare. Diverso è se l'idea era quella di giocare con un "centravanti di manovra", per favorire gli inserimenti degli esterni: ma non in una partita, come quella di ieri, nella quale era proprio l'Inter a dover imporre il proprio gioco e stazionare regolarmente nell'area avversaria.

ATTENUANTI PER SPALLETTI, MA IL MERCATO... - Due le attenuanti per l'allenatore dell'Inter: oltre alla stanchezza e ai problemi fisici di Icardi, anche l'infortunio di Lautaro Martinez. Keita schierato da centravanti perde le sue caratteristiche migliori: imprevedibilità, velocità e dribbling. Certo è che, sapendo di dover affrontare tre competizioni tra cui la Champions League, forse sarebbe stato d'uopo aggiungere un attaccante di peso alla rosa, anche di esperienza e con la promessa di giocare molto poco. Insomma, la coperta rischia di essere già corta, e siamo solo a metà settembre.

@AleDigio89