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Ultimo impegno dell'anno per il Napoli, domani alle 12:30 scenderà in campo contro lo Spezia in trasferta. Alla vigilia del match ha parlato l'allenatore degli azzurri, Luciano Spalletti:

IL NAPOLI CHE VERRÀ - "Al momento è molto difficile, se non impossibile sapere che Napoli sarà. Ci vuole la capacità di rinnovarci in una situazione di fine ciclo, perché questa squadra è a fine ciclo. Diversi giocatori in scadenza di contratto e altri che hanno un'età. La società valuta anche queste cose qui. Bisogna andare a rinnovarsi restando competitivi perché dobbiamo rimanere competitivi sapendo che nel calcio ci sono giocatori nuovi, periodi di adattamento. Poi va considerata la capacità di adattarsi ai nostri avversari perché vorranno entrare in Champions anche gli altri. Quello è il primo obiettivo di tutte le società. Non si partirà dalla differenza in classifica di quest'anno, si riparte tutti da zero. Ci sarà un equilibrio con le solite sette squadre dentro più la Fiorentina, dato che Italiano ha dimostrato che il condominio s'allarga, c'è un appartamento in più. Bisogna essere molto bravi perché in questa competitività di queste otto squadre non è scontato arrivare dentro quella competizione. Capita di trovarsi nelle condizioni di rincorrere e noi lo faremo, come accaduto in alcune partite che perdevamo. Alla fine siamo arrivati all'élite della classifica con una squadra di carattere".

KOULIBALY - "Incatenarmi per Koulibaly? Anche l'anno scorso si parlava della possibilità di molte cessioni, ma poi non è successo. Per me Koulibaly diventa incedibile, è uno di quei calciatori disponibili a dare una mano sempre, con la capacità di mettere mano dove c'è bisogno. Anche quando sale il livello della partita singola lui diventa grosso in base alla necessità. Ripeto, per me è incedibile, anche perché vogliamo fare un altro campionato importante. Prendere un altro più giovane non è lo stesso perché si compra un calciatore, ma leader come lui si diventa negli anni".

IL MERCATO - "Ho un confronto diretto con la società. Scouting e direzione sportiva li conosco bene, siamo a contatto tutti i giorni. Ho fiducia in questa società, in queste persone che mi stanno vicino e con cui parlo. Però è altrettanto scontato che avremo bisogno di integrazioni di qualità allo stesso modo delle eventuali partenze. La competitività passa da squadre come la Juventus che non si accontenta, vuole vincere il campionato come Inter e Milan. Ci vuole l'adattamento, qualità da mettere sul piatto per tener botta. Poi bisogna essere bravi a trovare giocatori dello stesso livello qualora partisse qualcuno".

ANCORA KOULIBALY - "Sono fortunato, ho la possibilità di stare a contatto con questi calciatori e sentire un po' di cose. Sono convinto che la società sappia l'importanza di Kalidou. Si fa il gioco delle parti, ma spero ci sia la possibilità di trovare un punto d'incontro perché Koulibaly non è uguale agli altri. Differente per tanti motivi, per qualcuno bisogna avere un'attenzione differente. Sono cose che vedremo nei prossimi giorni. Ha tutti i requisiti per essere il capitano, anche se domani non sarà lui. Nonostante non giocherà Insigne, perché toccherà a Ghoulam".

FISICITÀ - "È un po’ in generale il discorso della forza fisica, si è fatto l’esempio delle squadre che ti vengono addosso. Molti avversari non cominciano dal basso, spesso si va a contatto di spallate, c’è da valutare dove può capitare che ci si mettesse al passo dei tempi in queste scelte. Anguissa per noi è importante, un altro di quelli fondamentali. Il presidente ha già detto che lo riscatta quindi sono abbastanza tranquillo. Ultimamente ha giocato spesso Mertens titolare. Lui e Osimhen insieme con Anguissa in campo è una valutazione differente rispetto a non avere Anguissa".

LEADER - "Abbiamo molti leader in campo, la partenza del capitano già nota a tutti da gennaio, probabilmente c’era da gestire un po’ la situazione nonostante la sua eccezionale professionalità oltre che disponibilità. Ospina e Mertens? È difficile trovare leader, perderli tutti sarebbe un problema. Dal punto di vista tecnico, la storia parla per Mertens, anche il contributo dato in questa stagione è stato importantissimo, vale lo stesso discorso per Ospina. Sono giocatori che trasmettono esperienza, Ospina è un ragazzo che parla pochissimo, dolcissimo, non ha mai bisogno d’alzare la voce. È una valutazione un po’ complessiva, spero che la società la faccia".

MARIO RUI E DI LORENZO - "Non ho mai pensato potessero finire sul mercato. Dovesse salutare Ghoulam, il terzino sinistro lo prenderemo sicuramente. Mario Rui ha fatto vedere tutta la sua qualità professionale, perché giocare tutte quelle partite è quasi impossibile".

TOTTI E INSIGNE - "Totti e Insigne sono due calciatori fenomenali, per cui i bambini sognano di diventare calciatori. Non sognano perché ci sono io in panchina ma perché vedono quelle giocate lì. Fanno la differenza con qualità e recupero posizione, contrasto. Sono i colpi che ogni allenatore vorrebbe avere nel cassetto perché con una giocata cancellano tutto ciò che è scritto alla lavagna. Non so se Insigne avrà messo a fuoco nei suoi pensieri che svegliarsi a Toronto o in qualsiasi altra parte del mondo è diverso da Napoli. Mi piacerebbe vederlo. Capirà che è lontano dalle sue radici. Napoli ti sta un po' sulla pelle, quando diventi leader di questa squadra come lui. Dovrà mettere un bel quadro del Vesuvio in casa".

STAFF - "Baldini ha deciso di prendersi un po' di tempo per pensare se darà seguito o no. Sicuramente ora ha bisogno di spazio da dedicare alla famiglia, ha deciso di fermarsi. Penseremo nei prossimi giorni come sostituirlo".
CESSIONI - "Secondo me succederà poco anche quest'anno nel mercato. Contano quelle che sono le tempistiche, gli anni di contratto che uno ha. Il lavoro andrebbe fatto singolarmente e non sono adatto, c'è Giuntoli che lo sa fare benissimo, oltre che il presidente".

PJANIC - "Pjanic è uno di quelli che non bisogna aspettare che maturino, è già quel giocatore lì. Il calciatore è fenomenale, sa giocare nel corto, nel lungo, la mette a 40 metri con i giri contati. Batte le punizioni, i calci d'angolo. In una rosa ci vogliono giocatori del genere perché puoi preparare qualsiasi schema ma se non hai chi li batte bene è inutile. È un giocatore di livello, anche se abbiamo in quel ruolo Lobotka, con lui dormiamo sonni tranquilli. Vede meno lungo, ha meno gittata ma nella gestione della palla è impressionante. Se ti offuscano quella posizione ne risentono ma lui ha sempre la soluzione".

MERTENS - "Do il mio assenso anche a Mertens, dicendo che è un leader dello spogliatoio volevo andare in quella direzione, ne ho parlato anche con il presidente quando me l’ha chiesto".

DOPO SPEZIA-NAPOLI - "Dopo Spezia-Napoli vado in Toscana, in campagna, mi piace quel mondo, è il mio ambiente naturale. Mi fermerei volentieri anche a La Spezia, mia moglie è spezzina, due miei figli sono nati a La Spezia. Quadretto di Napoli in vacanza? Ci ritorno, fra 10-15 giorni sarò di nuovo qui, si va con la moglie e la bambina a mare".

VINCERE A NAPOLI - "I tifosi se sono venuti di più allo stadio è merito dei ragazzi e dell'affetto della città per questa squadra. Quando restano a casa i napoletani stanno male, vogliono giocarle anche loro le partite. Lo si percepisce. Solo per un momento, per reazione rabbiosa, non sono venuti. Per staccarsi per troppo amore. Abbiamo la miglior difesa con il Milan, un motivo in più per fare una bella partita domani. Chiaro che poi tutti vogliamo vincere, vorremmo che la squadra facesse benissimo. Ribadisco il rammarico per non aver lottato per il titolo. Una cosa che ci disturba. In alcuni momenti ho tentato di dare un'iniezione di autostima nella squadra perché mi sembrava giusto fare così perché vedevo non ci credevano fino in fondo. Tornassi indietro lo rifarei perché era la cosa giusta da fare. Poi è chiaro che vogliamo vincere tutti, ma la partita si gioca sul 'Posso vincere?'. Bisogna essere tutti molto legati a quella che è una costruzione di un modo di fare, di lavorare e stare insieme. Che sia corretto ed equilibrato. Altrimenti si casca dal letto perché il sogno più grosso della realtà".

MERTENS - "Abbiamo vinto e giocato benissimo delle partite anche senza Mertens. Un giocatore esperto e forte come lui ti dà una mano, però c'è l'equilibrio di squadra da tenere presente. Quando lo ho usato di più mi ha presentato il conto e io lo pago. Per me Mertens resta. Quando tira in porta è uno di quei cecchini disumani. Dove sceglie la palla può andare dentro, un metro più alta o più bassa, non si sposta troppo".

OSIMHEN - "Abbiamo scoperto di lui delle cose importanti che per tanti motivi, tra infortuni e vicinanza di partite, non sono state espresse fino in fondo. Ha un'elevazione di testa fuori dal normale. Avendolo a disposizione fin da subito e sapendo con chi abbiamo a che fare è un vantaggio grosso. Sono convinto che continuerà a fare molti gol, aumenterà la sua qualità in fase realizzativa".

GIUNTOLI E MERCATO - "Quando stiamo insieme tocchiamo più tasti con Giuntoli. Lui è sempre qui a vedere gli allenamenti, c'è anche Pompilio. Fanno delle sintesi per essere pronti da tutte le parti, ma anche per completare la rosa. Meglio andare nella realtà momentanea, navigare a vista. Abbiamo 3-4 nomi un po' dappertutto. Se dico un nome ben preciso il calciatore può pensare che non è apprezzato da noi. In generale la squadra ha fatto bene, ha dimostrato di essere di qualità. Bisogna essere pronti se ce ne portano via qualcuno. Kvaratskhelia è già stato preso, rimpiazzando una partenza importante come quella di Insigne".

SPEZIA-NAPOLI - "Ai giocatori chiedo quello che ho visto tutta la settimana. Non ci sarà Ounas che ha sentito tirare l'adduttore. Assente Lozano che si è andato ad operare. Poi vengono tutti. Zanoli è stato convocato in Nazionale e gli facciamo i complimenti. La qualità degli allenamenti, anche se ha giocato poco, si fa vedere. Davanti ha un maestro. Faccio cinque nomi titolari per domani: Ghoulam, Zanoli, Petagna, Zielinski e Meret".

"Dopo questa stagione qui, negli ultimi dieci anni in Serie A sono nove che vado in Champions League".