Nella gestione Spalletti, Brozovic in cabina di regia è una novità degna di nota. Prima di Inter-Napoli, infatti, il numero 77 aveva sempre giocato da trequartista, o al massimo da mezzala sinistra (vedi ad esempio Inter-Crotone). In casa contro il Chievo, il 3 dicembre, pur di schierarlo sulla trequarti il tecnico di Certaldo s'inventò un improbabile doble pivote formato da Borja Valero e Joao Mario. E 5-0 fu. Neanche un mese prima, tuttavia, nel 4-2-3-1 di Zlatko Dalic, in nazionale croata, Brozovic conquistava la qualificazione al Mondiale (play-off contro la Grecia) smistando palloni al fianco di Rakitic, ossia nei due di centrocampo. Spettava giustamente a Modric, al numero 10, il compito di rifinire dietro la punta. Con l'arrivo di Rafinha all'Inter, fatte le dovute proporzioni tra il giocatore del Real e l'ex Barcellona, potrebbe accadere qualcosa di simile. Il centrocampista più tecnico e leggero viene avanzato tra le linee, il meno tecnico ma più fisico "declassato", arretrato in cabina di regia. Ora però, con la buonissima prestazione offerta dal croato domenica sera contro il Napoli, Spalletti dovrà riflettere sugli esclusi illustri Vecino e Borja Valero. Anche perché lo stesso Gagliardini, in coppia con Brozovic, ha forse giocato una delle sue migliori partite. Sarà ancora questa la mediana nerazzurra che vedremo nelle prossime gare a cominciare da Sampdoria-Inter? E se la promozione di Brozovic a regista dell'Inter trovasse ulteriori conferme, cosa non scontata visti gli alti e bassi che hanno caratterizzato finora il suo percorso in Serie A, chi sarebbe il partner ideale da affiancargli? Sempre e comunque Gagliardini? Vecino? O addirittura Valero? Ditemi voi. Oggi mi limiterò ad analizzare alcune manifestazioni delle peculiarità di Brozovic una volta dislocate in cabina di regia.

LA TERRA DI BROZO – Come al San Paolo, anche a San Siro l'Inter ha provato a sfidare il pressing feroce degli uomini di Sarri. Ma con una differenza sostanziale; se allora Valero doveva abbassarsi molto per aiutare la coppia Vecino-Gagliardini in fase di costruzione bassa, abbandonando per conseguenza il reparto d'attacco, stavolta Rafinha, il trequartista scelto da Spalletti, non scendeva quasi mai al di sotto del cerchio di centrocampo. Lo stesso Gagliardini, a inizio manovra, si alzava spesso e volentieri sul centro-destra, liberando lo spazio centrale davanti alla difesa. Questa, infatti, era terra di Brozo. Ci pensava Brozovic ad andare a ricevere palla per impostare. Anche dal portiere.



In questo caso la terra di Brozo è particolarmente attaccata. Sul passaggio di Handanovic la mezzala destra del Napoli, Allan, accorcia forte sul numero 77 che, ciononostante, con calma olimpica controlla e lancia in diagonale, quasi di spalle, D’Ambrosio salito appositamente lungo la fascia. Notare l'uso del mancino. Notare soprattutto il calcolo sotteso alla giocata di Brozovic. Per eludere il pressing, bisogna valutare le scalate e le marcature preventive altrui. Se Callejon e Allan sono altissimi, resta da considerare l'ultimo elemento della catena di destra, Hysaj: Perisic dovrà allora riuscire a tenerlo il più basso e stretto possibile per far spazio alla salita del proprio terzino. Qualora il pallone superi la prima pressione tramite un lancio (in questo caso il lancio di Brozovic), il centrocampista centrale del 4-3-3 di Sarri (Jorginho) non potrà che arrivare in ritardo sul terzino sinistro dell'Inter, scivolando in chiusura quando e come può.



Un'idea simile, ma con un angolo più ardito e un tocco in meno (quindi di prima), si ripresenta nella mente di Brozovic in un'altra circostanza. Nell'immagine sotto appare evidente quanto i compiti di regia, domenica sera, spettassero decisamente al centrocampista croato. Gagliardini sul centro-destra, dicevamo, Rafinha alto e Candreva arrivato in taglio da destra fin dentro il cerchio di centrocampo. Ma stavolta Brozovic sbaglia: sarà uno dei pochissimi errori effettivi che commetterà nell'arco dei 90 minuti. Jorginho legge le intenzioni del regista nerazzurro e intercetta un pallone destinato a Gagliardini. Anche qui Brozovic tenta di velocizzare la salita del pallone. Lo fa per troppa fretta, una fretta indotta dal pressing e dunque cattiva consigliera, o per natura? Forse ha un bisogno innato di verticalizzare.     



In generale, un giocatore che sa fare l'ultimo passaggio, in qualsiasi zona del campo tu lo metta vede imbucate. Ecco Brozovic che verticalizza cinquanta, sessanta metri più indietro del solito. La mossa di Spalletti è stata ben pensata: il Napoli viene ad aggredire alto? C'è bisogno di infilarli qui. 



Alle giocate verticali nello stretto, vanno aggiunti i lanci veri e propri effettuati dal croato (9 in tutto). In diagonale, come quello del primo tempo, strepitoso e di destro, per il controllo in corsa di Candreva. O in orizzontale, come quello esibito per saltare la pressione dei partenopei, sempre nel primo tempo, con risoluzione estrema. Notare il fazzoletto i cui si gira in pochi tocchi e, di nuovo, la confidenza col mancino. Prendiamo Borja Valero: difficilmente avrebbe preferito una giocata del genere a un passaggio corto, tipo a Miranda.



CORRERE DIETRO, CORRERE INDIETRO – Borja Valero inoltre non avrebbe mai recuperato su Allan come vedremo qui sotto recuperare Brozovic. Vale la pena ricordare un altro dato importante della sua prestazione: contro il Napoli il numero 77 dell'Inter ha strappato 11 palloni agli avversari. Nessuno ha fatto meglio. Esempio: tagliato fuori da un passaggio di Albiol, non gli resta che rincorrere la mezzala brasiliana pronta a puntare la difesa.   



Con la punta del piedone si allunga in contrasto e sporca il pallone verso Miranda e Skriniar. Gagliardini ci sarebbe probabilmente arrivato, ma Brozovic ha voluto dimostrare anche qui una certa autonomia in entrambe le fasi. Non sarà inutile a questo punto citarvi i km che ha percorso: 13.499. Ancora una volta il record-partita.   



Infine un ultimo esempio che racchiude in sé i vari argomenti che abbiamo toccato. Nel fotogramma successivo all'errore di Albiol (che infatti sta già scappando verso la propria porta, fuori inquadratura), compare Brozovic a intercetto compiuto. Rafinha, scuola Barcellona, gli indica la difesa (vuole che si stabilizzi il possesso). Il croato, invece, non ha occhi che per Maurito. Alza la testa (è scattato), carica il mancino (ancora il mancino...) e lancia.