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Non il gioco, ma un giocatore. Non Ronaldo, ma Dybala. Non una squadra, ma un gruppo di individualità che ha sviluppato le idee di Sarri solo dopo il 2-1, cioè per undici minuti, quando la partita era virtualmente finita e la Lokomotiv, stremata da una difesa con poche ripartenze, stava mestamente uscendo dal campo.

La Juve, come quasi sempre, vince di misura, resta prima (per differenza reti) nel girone e vede con meno angoscia il ritorno a Mosca. La Lokomotiv, in vantaggio fino ad un quarto d’ora dalla fine, ad un certo punto non solo l’aveva scavalcata in campo e in classifica, ma pregustava un secondo posto, dietro l’Atletico, che le avrebbe regalato per due settimane l’ebbrezza di una possibile qualificazione.

Sarri ha vinto come avrebbe fatto Allegri, cioé immettendo un altro attaccante (Higuain) e rinnegando quanto aveva profetizzato solo qualche settimana fa: il tridente formato da Dybala trequartista con Higuain e Ronaldo affiancati non lo vogliono soltanto quelli del bar sport, ma lo esigono anche certe partite bloccate come questa, giocata pessimamente nel primo tempo, ancorata alla prevedibilità fino a mezz’ora dalla fine, risolta da Dybala in due minuti, ovvero tra il 77’ e il 79’.

Se nel primo caso l’argentino ha fatto tutto da solo, con l’unico accompagnamento del talento (sinistro a giro dal limite dell’area in uno dei pochi spazi non intasati), nel secondo buona parte del merito va ascritta al sinistro, sempre da fuori area, di Alex Sandro. Il portiere Guilherme ha respinto nel mezzo dell’area e Dybala, ancora di sinistro, ha segnato nell’angolo più lontano.

Dove si era nascosto, fino a quel momento, il gioco di iniziativa di Sarri se per sbloccare il risultato sono serviti due tiri da lontano, sostanzialmente fuori dal contesto della manovra?

La realtà è duplice: da una parte, peccando di superbia, alcuni giocatori (Ronaldo in primis) hanno cominciato a lodare il proprio tecnico prima del tempo e mancando di rispetto ad Allegri. Dall’altra, esistono nel calcio anche squadre come la Lokomotiv che si organizzano con un 5-4-1 dedicando la marcatura a uomo a Pjanic (la fonte del gioco) e a Ronaldo (il potenziale risolutore). Se contro costoro giochi sotto ritmo rischi di non trovare mai mezzo metro di spazio, se lo alzi gli avversari erigono barriere e architettano raddoppi.

Casomai c’è da chiedersi come una squadra siffatta possa andare in vantaggio e rischiare di vincere. Capita se i due centrali della Juve, segnatamente De Ligt prima e Bonucci poi, sbagliano una volta a testa sul rinvio del portiere. L’olandese ha mancato il colpo di testa su Eder che ha allungato la traiettoria. Il capitano si è fatto uccellare dal pallone nel comico tenmtativo di arpionarlo dopo un rimbalzo. Così la palla è finita a Joao Mario, con Cuadrado fuori posizione: il tiro del portoghese è stato respinto da Szczesny e ribattuto in rete da Aleksei Miranchuk, l’uomo deputato alla marcatura a tutto campo su Pjanic.

Sarri, che aveva scelto Dybala per fare coppia con Ronaldo e Bentancur dietro di loro, ha capito in fretta che contro una squadra quasi completamente schierata sulla difensiva, bisognava aumentare la pressione fisica (Higuain) e la tecnica (Rabiot). Così, all’inizio della ripresa, è uscito Khedira, con Bentancur mezzala e Dybala trequartista. Poi, a venti minuti dalla fine, i francesi (Matuidi e Rabiot) hanno fatto staffetta.

Questo assetto, ben lungi dall’essere risolutivo, è comunque piaciuto di più. Bentancur, infatti, è più mezzala che trequartista e Rabiot, se potesse giocare con continuità, dimostrerebbe di avere una tecnica maggiore rispetto a Matuidi.

Se la parita è finita al 79’, quella di Ronaldo non è mai cominciata. Posto che il suo compagno ideale è Higuain, la serata è stata del tutto negativa: troppi i tiri in porta per non essere mai pericoloso. Per questo, a mio giudizio, era lui che meritava di essere sostituito e non Dybala: Bernardeschi avrebbe potuto fare tranquillamente il trequartista.

Ma, in fondo, sono dettagli. L’unica cosa che conta è vincere anche se con Sarri pensavamo che il gioco avesse almeno la stessa importanza. No, non ci siamo ancora.   



IL TABELLINO

Juventus-Lokomotiv Mosca 2-1
Marcatori: 30' p.t. Miranchuk (L), 32' s.t. Dybala (J), 35' s.t. Dybala (J).
Assist: 32' s.t. Cuadrado (J).
Juventus (4-3-1-2): Szczesny; Cuadrado, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Khedira (3' s.t. Higuain), Pjanic, Matuidi (20' s.t. Rabiot); Bentancur; Dybala (37' s.t. Bernardeschi), Ronaldo. A disp. Buffon, Rugani, Demiral, Danilo. All. Sarri.
Lokomotiv Mosca (3-5-1-1): Guilherme; Murilo, Corluka, Howedes; Ignatyev, Krychowiak (38' s.t. Kolomeytsev), Barinov, Joao Mario, Idowu; Miranchuk; Eder. A disp. Kochenkov, Zhivoglyadv, Kverkveliya, Magkeev, Tugarev, Kulikov. All. Semin.
Arbitro: Sidiropoulos (Grecia).
Ammoniti: 17' p.t. Matuidi (J), 23' s.t. Cuadrado (J), 27' s.t. Krychowiak (L), 45' s.t. Barinov (L).