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Se la prima volta non si scorda mai, nemmeno l'ultima sarà facilmente dimenticabile. Il quinto Scudetto consecutivo della Juve nell'era della nuova triade Andrea Agnelli-Beppe Marotta-Fabio Paratici, è arrivato al termine di un cammino ancor più clamoroso del primo targato Antonio Conte. Dieci giornate di vantaggio concesse agli avversari, poi un dominio totale che ha reso mortificante il confronto con le avversaria e fin troppo normale un'impresa che di normale invece ha poco o nulla. Queste le tappe principali nel cammino che ha visto la truppa di Max Allegri conquistare il quinto Scudetto consecutivo: se il quarto sembrava chiudere un ciclio, questo ha tutta l'aria di essere il primo di un altro ciclo vincente.

 

30 agosto 2015, 2ª giornata: Roma-Juventus 2-1

Non si può che partire da una sconfitta per raccontare questa cavalcata. La Juve dopo aver imbastito per tempo la rivoluzione di mercato, si è lasciata scappare di mano la situazione. All'Olimpico di Roma si presenta una formazione che equivale ad un autentico cantiere aperto, sconfitta al debutto dall'Udinese con in più le tensioni della beffa Draxler, della partenza di Coman, della svendita di Llorente. Con la Roma non c'è partita, solo nel finale la rete di Dybala limita i danni e nemmeno quel pareggio sfiorato da Bonucci avrebbe cambiato la sostanza: le schermaglie pubbliche tra Allegri e Marotta non lasciavano presagire nulla di buono, la sensazione era già di un passaggio di testimone tra Juve e Roma.

 

28 ottobre 2015, 10ª giornata: Sassuolo-Juventus 1-0

Toccato il fondo si può solo risalire. Il fondo in questione è rappresentato dalla sconfitta di Reggio Emilia nel turno infrasettimanale con il Sassuolo. Chiellini lascia in dieci la Juve, la punizione di Sansone firma una lezione senza precedenti per un gruppo che dopo dieci giornate può sembrar tutto tranne che Juve. Una sconfitta che rappresenta anche il punto di partenza e ripartenza dell'intera stagione: Buffon suona la carica, Allegri alza la voce, la società mantiene la calma.

 

31 ottobre 2015, 11ª giornata: Juventus-Torino 2-1

Tre giorni dopo il ko di Sassuolo, c'è il derby. La Juve è in crisi, dopo dieci minuti perde nuovamente Sami Khedira, passa in vantaggio con Pogba ma dopo il pareggio di Bovo appare in grande difficoltà. A tempo scaduto però arriva il tocco col fondoschiena di Cuadrado su assist di Alex Sandro che regala tre punti pesantissimi: un colpo di fortuna che inaugura la striscia di vittorie consecutive, la Juve non è guarita ma dà segnali di vita.

 

24 gennaio 2016, 21ª giornata: Juventus-Roma 1-0

Quando conta, ci pensa Dybala a prendere per mano la squadra. Suo il gol che spezza la resistenza della Roma, un girone intero dopo la sconfitta dell'Olimpico arriva una vendetta servita fredda che assume un sapore dolcissimo per la banda di Allegri. Che undici vittorie di fila dopo il ko di Sassuolo non è ancora prima in classifica, eppure è tornata a dominare e ad essere identificata come la favorita per lo Scudetto.

 

13 febbraio 2016, 25ª giornata: Juventus-Napoli 1-0

Il giorno del sorpasso, è quello in cui col senno del poi si è già deciso lo Scudetto. La Juve vincendo sempre riesce nell'impresa di arrivare a giocarsi lo scontro diretto a portata di sorpasso contro il Napoli rivelazione di Maurizio Sarri. Il gruppo di Allegri è incerottato, vara un 4-4-2 atipico che rappresenterà l'assetto delle grandi occasioni spesso e volentieri. La partita è bloccata, il Napoli sembra averne anche di più ma preferisce amministrare sullo 0-0: all'88' però ecco il lampo che vale una stagione intera, Alex Sandro vince un contrasto aereo sulla trequarti con Zaza che elude la pressione di Koulibaly prima di scagliare il tiro che con la deviazione di Albiol si rende imparabile. Un colpo da ko, la Juve si prende la testa e non la molla più.

 

20 marzo 2016, 30ª giornata: Torino-Juventus 1-4

Il derby delle polemiche e del record di Buffon. Guardando alla luna e non al dito, rimane la partita che conferma lo strapotere tecnico e mentale della Juve in Italia, con i bianconeri che reagiscono nel miglior modo possibile all'atroce beffa dell'Allianz Arena.


24 aprile 2016, 35ª giornata: Fiorentina-Juventus 1-2

Non la più bella prestazione dei bianconeri, ma alla fine della fiera quella decisiva. La Juve soffre, si affida alle sue individualità in una serata in cui la manovra non è fluida come altre volte, si aggrappa soprattutto alle forti mani di Buffon per evitare il pareggio in extremis sul rigore di Kalinic e il tapin di Bernardeschi. Una di quelle vittorie che fanno godere i tifosi, per un successo che mette l'ultima mattonella di pressione sulle spalle del Napoli alla vigilia della partita di Roma.

@NicolaBalice